“L’educazione è cosa del cuore”: le parole di don Bosco hanno la forza di riportarci al centro della questione educativa e di risvegliare in noi passione ed entusiasmo, ingredienti indispensabili per affrontare questa sfida. Allo stesso tempo, però, questa affermazione non ci sembra del tutto esaustiva. Ci affascina per la sua immediatezza, ma a partire dalla nostra esperienza ci domandiamo se l’educazione sia solo questione di cuore.
Ci sentiamo un po’ come i discepoli che dicono a Gesù: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?» (Gv 6,9). Abbiamo passione, vogliamo bene ai nostri ragazzi, possediamo anche alcune competenze educative. Ma tutto questo che cos’è davanti all’enorme emergenza educativa che stiamo vivendo?
La fatica di molte famiglie nel loro compito educativo, la complessità sempre più delicata dell’adolescenza, il rischio delle dipendenze – soprattutto quella tecnologica –, le distanze generazionali, il disorientamento diffuso di una società che spesso non accompagna ma lascia indietro: tutto questo sembra superarci.
Di fronte a una sfida così grande, la tentazione è quella di arrenderci, riconoscendo la nostra incapacità e la nostra pochezza, proprio come hanno fatto i discepoli. Ma Gesù indica un’altra strada a chi si trova davanti alla sproporzione tra il poco e i molti: la via della condivisione.
La condivisione può e deve diventare uno stile anche nel contesto educativo della nostra comunità. Significa che nessuna realtà – dalla famiglia ai luoghi educativi – può restare un’isola autoreferenziale, ma è chiamata a mettersi in comunione, a fare gioco di squadra, riconoscendo di avere tutti lo stesso obiettivo. La condivisione educativa chiede che ciascuno metta a disposizione il proprio cuore, ma anche le proprie capacità e competenze: dal volontario all’educatore, fino al professionista dell’ambito educativo.
Possiamo allora dire con don Bosco che l’educazione è cosa del cuore, ma non del cuore di uno solo: è del cuore di tutti, messo in comune e condiviso.
don Michele
