La festa patronale di Avigno

La festa patronale di Avigno

Nel programma della festa patronale di Avigno balzano all’occhio alcune proposte, che aiutano a sentirci comunità al centro della quale ci sono sempre le persone, che sono conosciute e amate da Gesù in un modo non generico, ma personale e comunitario. Lo stile accogliente del nostro patrono San Giovanni Battista deve diventare anche il nostro per farci sentire, come in una famiglia, a proprio agio dentro la comunità. Chi cammina insieme, pur nelle diversità e nelle lentezze, ha già raggiunto una meta bella: l’unità di intenti!

UNA PISTA PER LA MUSICA E IL BALLO

Oggi una festa senza musica e ballo non sembra neppure una festa. Diciamo che musica e ballo favoriscono l’aggregazione e la gioia di stare insieme, forse come ai “vecchi tempi”, quando parrocchia e rione vivevano una specie di simbiosi nelle dinamiche organizzative della vita, che però non mancano neppure oggi con i giochi per i piccoli, per i grandi e, soprattutto, con la camminata tra i rioni e lo spettacolo pirotecnico pieno di sorprese luminose. 

Mi piace leggere la musica e il ballo in termini originali e spirituali, come ci ha insegnato un’assistete sociale, che si è dedicata anima e corpo alla causa degli esclusi nelle periferie parigine del secolo scorso. In una sua affascinante preghiera definisce bene il ballo della vita:

“Per essere un buon danzatore, con Te come con tutti, non occorre sapere dove la danza conduce. Basta seguire. Essere gioioso. Essere leggero, e soprattutto non essere rigido. Non occorre chiedere spiegazioni sui passi che ti piace di segnare. Bisogna essere come un prolungamento, vigile ed agile di Te… Ma non sarebbero che passi da stupidi se la musica non ne facesse un’armonia. Ma noi dimentichiamo la musica del tuo Spirito, e facciamo della nostra vita un esercizio di ginnastica: dimentichiamo che tra le tue braccia la vita è danza, che la tua santa volontà è di una inconcepibile fantasia, e che non c’è monotonia e noia se non per le anime vecchie, tappezzeria nel ballo di gioia che è il tuo amore…Facci vivere la nostra vita come una festa senza fine dove il tuo incontro si rinnova, come un ballo, come una danza, fra le braccia della tua grazia, nella musica che riempie l’universo d’amore. Signore, vieni ad invitarci” (Madeleine Delbrel). Buona danza a tutti sulla pista, nei percorsi di famiglia, nella vita quotidiana e nei passi della fede, che si apre alla carità!

UNA TAVOLATA PER IL CIBO E LA FEDE

Attorno a una tavola imbandita si trova il gusto di stare insieme. Il cibo è un ottimo “aggrappante” per tutti, per gli amici, per gli sconosciuti, per la comunità che festeggia il suo patrono, per il rione intero e per la comunità pastorale. Non per nulla Gesù ha vissuto come scelta il suo stare a tavola con i vicini e i lontani per raccontare il suo Vangelo. Se chi lo ospitava offriva cibo e bevande per il corpo, Gesù, invece, donava cibo e bevande per lo spirito dei commensali: la sua Parola, il suo Spirito, il suo Amore. Molti si scandalizzavano per il suo stare a cena con personaggi ambigui, ma Gesù rispondeva: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico ma i malati”. La mensa è il luogo della vicinanza, dello stare insieme, delle differenze in cui però si riconosce la fraternità come collante umano e divino. Anche nell’Ultima Cena con i suoi discepoli, dopo la memoria della Prima Alleanza, Gesù celebra la sua Pasqua nel Pane spezzato e nel Vino versato, che richiamano la sua vita fattasi dono gratuito per amore dell’umanità intera. 

Oltre la tavolata sotto il tendone è offerta anche un’altra mensa domenicale, è quella eucaristica che sarà celebrata in chiesa dal parroco. Gesù dice. “Ecco io sto alla porta e busso, se qualcuno mi apre la porta io entrerò cenerò con lui e lui con me” (Ap 3,14). L’unica condizione che Gesù chiede agli invitati alla sua mensa é che gli aprano la porta della vita. Tutto il resto lo organizza Lui. Vi aspettiamo alla tavola imbandita e alla mensa divina. Per tutti c’è un posto. Non lasciatelo vuoto. Se manca qualcuno è meno festa per tutti. E poi sarebbe una delusione per chi ha preparato il tutto con amore. Diciamo grazie ad AvignoFest e a tutti i volontari con la nostra partecipazione numerosa e generosa. Il nostro patrono benedica tutti e tutte!

  don Francesco

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