Dalla lettera per il tempo di Quaresima e Pasqua "Celebriamo una Pasqua nuova"
Il mistero pasquale risplende nel suo centro sorgivo dell’annuncio della risurrezione, impopolare, incomprensibile per la cultura del nostro tempo. Anche nei secoli passati, anche al principio della missione cristiana nel mondo, anche nella tradizione biblica il tema della speranza nella risurrezione è piuttosto straniero.
La sapienza di Gesù Ben Sira (l’autore del libro del Siracide, ndr) offre molti spunti utili per la vita, ma non affronta i temi ultimi, come molta parte della tradizione biblica e della cultura antica. E il fallimento della predicazione di Paolo ad Atene attesta che la risurrezione della carne suonava fantasia ridicola alla sapienza della cultura ellenistica.
Nel nostro tempo non siamo molto originali: anche la cultura contemporanea, almeno quella che si respira nel contesto europeo, mi sembra incline a escludere la risurrezione della carne dall’orizzonte del pensiero e dell’immaginazione. Mi sembra quindi che si possa dedurne che la speranza di vita eterna non trova casa in Europa: la risurrezione di Gesù e la promessa che ne viene suonano affermazioni incomprensibili e incredibili. Per conto mio, ne ricavo l’impressione che il ritorno di interesse per la spiritualità o addirittura la ricerca di Dio siano espressione di una ricerca di qualche forma di contributo per “stare bene con se stessi”.
Talora si ha l’impressione che i cristiani siano smarriti e timidi nel custodire questa differenza decisiva rispetto a coloro «che non hanno speranza» (1Ts 4,13). I cristiani sembra che siano più riconoscibili per una specie di malumore nei confronti del tempo in cui vivono, per un richiamo a precetti morali, invece che, in primo luogo, per il fatto che confessano lieti la risurrezione di Gesù, credono la risurrezione della carne e la vita eterna, sperano nella risurrezione con lui, per sé e per tutti.
Sento la responsabilità di fare quello che posso e invitare tutti a rinnovare l’annuncio della risurrezione e la testimonianza nella nostra fede nel Crocifisso risorto.