Proseguiamo la pubblicazione di quella parte della Lettera Pastorale “La situazione è occasione” dell'arcivescovo Mario che introduce il tempo di Pentecoste che vivremo fino alle festa della Decollazione di Giovanni il Battista. La lettera risale a settembre 2019 quando ancora non si prevedeva quanto abbiamo attraversato in questi ultimi mesi.
Leggerla ci chiederà di cogliere come declinare i principi della Pentecoste nel contesto storico, così ferito eppure così bisognoso delle medesime attenzioni, che stiamo attraversando.
2. Christus Vivit
L’annuncio festoso della risurrezione del Signore è destinato a tutti i popoli e a tutte le età. Ma il sinodo dei Vescovi sulla fede e il discernimento vocazionale dei giovani e la pubblicazione dell’esortazione apostolica di papa Francesco, Christus Vivit, impegnano tutti i giovani e tutti coloro che hanno responsabilità nell’ambito della pastorale giovanile a una lettura attenta, a una verifica delle proposte pastorali tradizionali e attuali, a un rilancio della missione ai giovani.
Le problematiche spesso rilevate, la constatazione dei risultati stentati raccolti da una dedizione che pure è generosa e intelligente, non devono indurre allo scoraggiamento oppure a un’impostazione selettiva ed elitaria. Piuttosto siamo chiamati ad essere sempre fiduciosi, a continuare ad annunciare il Vangelo e a chiamare a conversione.
Dovremmo domandarci come sia possibile che i giovani siano missionari presso i giovani. Non mancano esperienza né riflessioni. Abbiamo però bisogno di fiducia, di gioia, di stima. Non possiamo immaginare strategie complessive né ricette risolutive. Piuttosto siamo chiamati a vivere il tempo come occasione per seminare.
L’impegno per la continuità e il rinnovamento del Servizio per i giovani e l’università della diocesi di Milano è una dichiarazione dell’intenzione che la diocesi vuole continuare a investire nella cura per la fede e il discernimento pastorale dei giovani.
Tutte le diocesi lombarde si impegnano per una riflessione condivisa, per individuare percorsi promettenti, per invitare forse a un incontro che celebri la gioia di essere giovani cristiani, con un vivo senso di appartenenza alla Chiesa cattolica e la consapevolezza della responsabilità per la testimonianza della fede pasquale presso i coetanei. Sarà forse possibile realizzare un evento per avviare percorsi promettenti di pastorale giovanile.
3. Oratorio 2020
La proposta di raccogliere valutazioni, promuovere riflessioni e qualificare quella struttura provvidenziale, tipica della nostra tradizione che è l’oratorio ha già compiuto molti passi e coinvolto molte persone e comunità. Le acquisizioni che si consolidano orientano a far sì che in ogni comunità pastorale e in ogni parrocchia si costituisca il consiglio dell’oratorio e si avvii la stesura del progetto educativo dell’oratorio. In ogni comunità deve crescere un senso di responsabilità per il proprio oratorio: consentirà di definire meglio il ruolo del prete e di avviare una proposta educativa e gestionale che conservi l’istituzione oratorio nella sua intenzione profonda e nella sua funzionalità attuale. Il coinvolgimento di laici che insieme con il clero si appassionino all’impresa è necessario, tanto più nella costatazione di alcuni dati evidenti. Il numero dei giovani preti si sta riducendo. Si devono interessare dei giovani non solo i preti giovani. Gli stessi preti giovani non devono dedicarsi con tale impegno agli aspetti organizzativi e gestionali dell’oratorio da non aver più né tempo né energie per curarsi di tutti i giovani, anche di quelli che non “vanno all’oratorio” e per essere coinvolti nella complessiva vita della parrocchia.
4. Sovvenire alle necessità materiali della Chiesa
Paolo si commuove per la generosità dei Filippesi: hanno ricevuto l’annuncio del Vangelo e sentono doveroso aiutare economicamente Paolo perché possa dedicarsi totalmente al suo ministero.
Le nostre comunità hanno una tradizione di generosità che ha sempre consentito di disporre di strutture per le attività pastorali: chiese, oratori, edifici per le scuole, per la carità, sale della comunità, case per i preti. Il clero ha sempre avuto la possibilità di dedicarsi a tempo pieno al ministero senza doversi preoccupare del proprio sostentamento.
L’introduzione del sistema dell’8x1000 ha reso disponibili risorse che sono state amministrate con sapienza e lungimiranza per la carità, il culto e la pastorale e per il sostentamento del clero. Questo sistema si è rivelato provvidenziale. Ha però avuto, in qualche caso, l’effetto collaterale di delegare al sistema il compito di sovvenire alle necessità materiali della Chiesa. Si è così affievolito il senso di responsabilità dei fedeli per il sostentamento del clero e per le necessità materiali della propria comunità. Invito pertanto a far rifiorire la vostra premura nei riguardi dei preti che svolgono il ministero a servizio della comunità, a contribuire con generosità alle collette proposte per le necessità della Chiesa locale e universale. L’auspicato incremento delle offerte deducibili per il sostentamento del clero e le altre forme tradizionali di offerte per le messe e per le diverse occasioni della vita della parrocchia consentiranno di disporre di risorse maggiori per le necessità dell’aiuto ai poveri nel nostro paese e nei progetti di solidarietà con Chiese di altri paesi.
Il capitolo dell’amministrazione dei beni della Chiesa, della cura per le strutture e per la loro destinazione, della gestione ordinaria e degli interventi straordinari si presenta sempre più complesso e gravoso. È un ambito in cui laici competenti, attenti alla normativa e alle finalità specifiche dei beni ecclesiastici, disponibili ad assumere responsabilità, possono offrire un aiuto determinante che sollevi il responsabile della comunità pastorale e il parroco dal dovere di investire in esso un tempo eccessivo. Desidero incoraggiare i membri del consiglio degli affari economici delle parrocchie ad affrontare la questione, ad accogliere le proposte di formazione e di aggiornamento fatte dalla diocesi. Desidero trovare un’occasione per esprimere il mio apprezzamento e le mie raccomandazioni per questo servizio alla Chiesa.
Carissimi, giunga a tutti il mio saluto e la mia benedizione.
Viviamo un tempo di grazia.
Che la grazia porti frutto.