In questi mesi stiamo sentendo parlare molto di “sinodo”, ma forse non è ben chiaro a tutti cosa sia e a cosa sta lavorando.
1. Il sinodo della Chiesa cattolica... cosa è?
Tecnicamente è il ritrovarsi insieme di vescovi, religiosi e laici con il Santo padre il Papa. Il processo sinodale è più simile a piantare un albero che a vincere una battaglia. Un tempo di attesa attiva, come una gravidanza, da cui prenderà vita una Chiesa rinnovata o al contrario sterile, se i semi gettati in queste settimane non saranno adeguatamente coltivati.
È stato pensato e voluto in tre fasi:
• La fase narrativa è costituita da un biennio in cui è stato dato spazio all’ascolto e al racconto della vita delle persone, delle comunità e dei territori. Nel primo anno (2021-22) sono state rilanciate le proposte della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi; nel secondo anno (2022-23) la consultazione del Popolo di Dio si è concentrata su alcune priorità che sono state individuate dall’Assemblea Generale della CEI del maggio 2022.
• La fase sapienziale è rappresentata da un anno (2023-24) in cui le comunità, insieme ai loro pastori, s’impegneranno in una lettura spirituale delle narrazioni emerse nel biennio precedente, cercando di discernere “ciò che lo Spirito dice alle Chiese” attraverso il senso di fede del Popolo di Dio. In questo esercizio sono coinvolte le Commissioni Episcopali e gli Uffici pastorali della CEI, le Istituzioni teologiche e culturali.
• La fase profetica culminerà, nel 2025, in un evento assembleare nazionale da definire insieme strada facendo. In questo con-venire verranno assunte alcune scelte evangeliche, che le Chiese in Italia saranno chiamate a riconsegnare al Popolo di Dio, incarnandole nella vita delle comunità nella seconda parte del decennio (2025-30).
2. Chi ne è il vero protagonista?
Qui ci viene in aiuto il Papa stesso con il suo discorso introduttivo a questa seconda fase. In maniera molto sintetica Papa Francesco lo individua nello Spirito Santo di cui descrive così l’azione:
• Lo Spirito Santo è il protagonista della vita ecclesiale: il piano di salvezza degli uomini si compie per la grazia dello Spirito. È Lui a fare il protagonismo.
• Lo Spirito Santo innesca nella comunità ecclesiale un dinamismo profondo e variegato: il “trambusto” della Pentecoste.
• Lo Spirito Santo è il compositore armonico della storia della salvezza. Armonia non significa “sintesi”, ma “legame di comunione tra parti dissimili”. La Chiesa, un’unica armonia di voci, in molte voci, operata dallo Spirito Santo: così dobbiamo concepire la Chiesa. Ogni comunità cristiana, ogni persona ha la propria peculiarità, ma queste particolarità vanno inserite nella sinfonia della Chiesa e quella sinfonia giusta la fa lo Spirito: noi non possiamo farla.
• Lo Spirito Santo ci conduce per mano e ci consola. La presenza dello Spirito quasi materna, come una mamma ci conduce, ci fa questa consolazione. È il Consolatore, uno dei nomi dello Spirito. L’azione consolatrice dello Spirito Santo è raffigurata dall’albergatore al quale è affidato l’uomo incappato nei briganti (cfr Lc 10,34-35): lo Spirito Santo che permette che la buona volontà di un uomo e il peccato di un altro vadano in una strada armonica. Dobbiamo imparare ad ascoltare le voci dello Spirito: sono tutte differenti. Imparare a discernere.
• Lo Spirito è Colui che fa la Chiesa. C’è un legame molto importante tra la Parola e lo Spirito. Il chiacchiericcio è l’anti-Spirito Santo, va contro. È una malattia molto frequente fra noi.
• Lo Spirito Santo ci conferma nella fede. È lui che lo fa continuamente...
Mettiamoci in ascolto di quanto ci sta suggerendo lo Spirito Santo per il futuro della nostra Chiesa
3. Con quale atteggiamento accogliere ciò che lo Spirito suggerirà alla Chiesa?
Qui ci aiutano alcune voci che stanno emergendo dai padri sinodali radunati a Roma in attesa del testo finale di questo loro lavoro.
• all’insegna della speranza: i doni più preziosi non si ottengono andando a cercarli, ma aspettandoli.
• con lo stile di Gesù, quello del seme: il sorprendente senso del piccolo come portatore di futuro. Tutto ciò dice i gusti di Dio. Gesù vede sé stesso nell’infimo e nudo e spregevole seme, inapparente, abietto, senza bellezza, finché, morendo, attraverso la consegna alla terra si anima in un dinamismo imprevedibile, inarrestabile, ospitale, per aprire un cammino verso la riforma - nuova forma -, che la vita richiede. E questo “più piccolo, carico di futuro”, diventa anche un atto profondamente sovversivo e rivoluzionario in una cultura della lotta per la supremazia, del profitto e dei ‘followers’, o dell’evasione.
• desiderosi di fare la nostra parte: Dio sta aspettando la nostra risposta. VITA IN COMUNITÀ
Don Giampietro