
Pensando alla vocazione, non posso fare a meno di farmi aiutare dal Vangelo di Giovanni che abbiamo letto questa domenica. Il Signore Gesù si presenta come il Pastore che ha cura e guida le sue pecore, ciascuno di noi, e la vocazione è proprio il segno per eccellenza di questa cura: donandoci la vocazione il Pastore dona a ogni uomo il nome specifico al proprio desiderio di essere amato, felice e compiuto.
Il Signore ci indica la strada della nostra felicità parlando al cuore di ognuno di noi, dialogando con quello che noi siamo, con i nostri sogni e desideri. La voce del Signore è una voce che ci ama e che ha solo un desiderio: aiutarci a sbocciare come persone, a scoprirci per quello che siamo e, così, essere per il mondo quella bellezza per cui siamo stati creati. Questa voce, a volte, è difficile da sentire e ascoltare perché si mischia alle tante altre voci del mondo che, molto spesso, invece che farci raggiungere la meta della felicità, ci bloccano e ci allontanano dal nostro compimento. Queste voci, diversamente dalla voce del buon Pastore, indicano una strada in modo freddo e imponendotela come uno schema da seguire, senza alcun interesse per quello che sei, per tuoi desideri e per ciò per cui sei stato creato.
La voce del Pastore è diversa, ma perché? Perché questa voce è la voce di un amico, anzi dell’Amico. È una voce che non ha nulla da importi, nulla da dirti per costringerti o obbligarti a rientrare in uno schema, in una consuetudine. È una voce che ti conosce, una voce che sa chi sei, che cosa desideri, che cosa può renderti felice, ancora prima che tu lo scopra, ancora prima che tu te ne renda conto. Una voce che non desidera altro che condurti verso quella strada, vocazione, che davvero ti può far essere qualcuno, perché ti fa essere te stesso per il mondo. Questa voce porta con sé una promessa: una felicità che va oltre la vita terrena, va nell’eternità! Perchè la vocazione, la vera via della felicità, è questo: trovare il modo qui e ora, in questa nostra vita un po’ accidentata, di sentire un profumo particolare, il profumo dell’eternità! Un profumo che è dato dal trovare il proprio modo di essere realmente figli di Dio e, così, essere frammenti del Suo amore.
Ad un certo punto della mia vita ho scelto di ascoltare questa voce. L’ho ascoltata leggendo il suo amore per la storia dell’umanità che traspariva nel Vangelo, l’ho ascoltata vedendo il suo amore per me nel dono dell’Eucarestia, l’ho ascoltata guardando alla grazia che ha abitato sempre la mia vita, l’ho ascoltata nella testimonianza di tanti amici del Signore Gesù che, con la loro vita donata, mi hanno mostrato la bellezza e la pienezza di una vita in cui la parola d’ordine è lasciare ogni cosa e amare fino alla fine. Ad un certo punto della mia vita ho ascoltato questa voce e, ascoltando la sua promessa di eternità e compimento, non ho potuto fare altro che far uscire anche io la mia voce e così gridare: “Totus tuus”, voglio essere tuo servo Signore perché possa davvero essere, parafrasando San Francesco d’Assisi, suddito e sottomesso a tutti gli uomini che sono nel mondo, così che possano fare di me quello che vogliono, per quanto sarà loro concesso dall’alto Te, Padrone della mia vita.
Grazie per il cammino fatto insieme
Don Michele
Tu seguimi! (Gv 21, 22)
Sono don Ludovico, ho 24 anni e sono originario della parrocchia San Martino Vescovo in Ispra (VA), nella comunità pastorale Santa Teresa Benedetta della Croce.
Fin da bambino, insieme alla mia famiglia, sono sempre stato molto legato alla realtà parrocchiale del mio paese e, già da molto piccolo, ho iniziato a fare il chierichetto. Grazie a questo ho cominciato a coltivare la mia amicizia con Gesù.
Frequentando assiduamente l’oratorio e le iniziative proposte ho capito sempre di più che la mia relazione con il Signore era davvero qualcosa di molto importante, fondamentale, per la mia vita. Così, nell’ambiente oratoriano, vivendo il servizio di educatore, ho iniziato a interrogarmi seriamente sulla mia vocazione e, dunque, su cosa il Signore volesse per la mia vita e la mia felicità. In questo sono stato aiutato dai sacerdoti della parrocchia e da chi svolgeva un ruolo educativo.
Dopo aver conseguito la maturità al Liceo Classico Cairoli di Varese, e, in contemporanea, aver vissuto due anni di percorsi vocazionali, sono entrato in Seminario a 19 anni.
Insieme a don Michele Ascari, ho avuto la grazia di trascorrere i primi due anni da seminarista nella vostra comunità pastorale. Con voi ho potuto muovere i primi passi di questo cammino di sequela che mi ha portato a vivere esperienze di Chiesa molto diverse e ad approfondire la mia chiamata alla vita sacerdotale.
In questi due anni insieme, anche se segnati dalla pandemia, ho potuto sperimentare la presenza e la vicinanza di una comunità sempre in cammino. Ciò che porto nel cuore è senz’altro l’esperienza del coraggioso oratorio estivo, segnato dal limite delle norme sanitarie ma carico di entusiasmo per l’incontro fraterno.
Il motto che ho scelto per la mia ordinazione “Tu seguimi!” vuole essere cifra sintetica e programmatica di ciò che desidero vivere nel mio ministero: la sequela e l’affidamento al Signore Gesù. In questi anni di formazione ho potuto sperimentare la Sua presente vicinanza. Desidero, allora, affidarmi a Lui e seguirlo per tutta la vita, per vivere, con il Signore, una vita dedicata al servizio della Sua Santa Chiesa e dei fratelli.
Vi ricordo nella preghiera e vi chiedo di continuare a pregare per me, per don Michele e per tutti i miei compagni, in questi giorni di preparazione alla Sacra Ordinazione!
Con affetto,
Don Ludovico