#PieniDiStupore 8: Santissima Trinità di Capolago in occasione della festa Patronale

#PieniDiStupore 8: Santissima Trinità di Capolago in occasione della festa Patronale

Oggi celebriamo la festa liturgica della SS. Trinità. E celebriamo la festa patronale della parrocchia di Capolago. 

Nell'Antico Testamento il mistero della Trinità è soltanto prefigurato e non ancora rivelato apertamente. Tutto l'Antico Testamento testimonia la vitalità e la pienezza della vita in Dio. Perciò esso parla già dello spirito di Dio per indicare l'interiorità divina e la sua manifestazione quale dono per gli uomini (cfr. Ez 36,27).

La luce della rivelazione del Nuovo Testamento aiuta a intravedere nell'Antico tracce di una distinzione di termini in Dio, specialmente nei Libri Sapienziali: nella figura della Sapienza, (cfr. Pr 8,22-31) che prepara la rivelazione della persona del Figlio (Sap 9,1). Altri testi sono interpretati nel Nuovo Testamento in relazione al Messia-Figlio di Dio (Sal 2,7; Sal 110; Dn 7,13).

Il Nuovo Testamento mette in chiaro l'unità e la contemporanea distinzione fra Gesù e suo Padre (Gv 10,30; 14,9): Gesù non è il Padre, ma ha ricevuto completamente se stesso, ivi inclusa la propria figliolanza, da lui. Centro e motore propulsore dell'annuncio di Gesù e della sua prassi è il suo rapporto con Dio come Padre con il quale vive un'intimità di auto comunicazione piena e permanente. Il passo di  Mt 11,25-27 fa vedere che il cuore dell'esperienza di Gesù è il suo rapporto col Padre. È fondamentale poi il dato della forma aramaica con cui Gesù si rivolge al Padre, con la parola che i bambini usavano per rivolgersi al loro padre, Abbà (Mc 14,36). Tale termine dice gratitudine assoluta verso di lui, totale e fiducioso abbandono al suo volere e, insieme, libertà di un rapporto fatto di intima comunione. La relazione di Gesù con il Padre è poi illuminata dai racconti del suo Battesimo (Mc 1,9-11), dai quali traspare che l'opera che egli inizierà da lì a poco con l'inizio della sua predicazione ha la sua radice nell'adesione profonda al volere del Padre, nella linea del Servo del Signore di Isaia (42,1-9); da parte sua il Padre lo proclama suo figlio amato , nel quale ha posto la sua compiacenza (cfr. Is 42,1); lo Spirito di Dio, che già      aveva consacrato i profeti (cfr. Is 61,1) e che era stato promesso in sovrabbondante pienezza per i tempi messianici (Gl 3,1-2) lo spinge e lo consacra. Nella sua trasfigurazione (17,1-9; Mc 9,2-10; Lc 9,28-36), Gesù cambia d'aspetto mentre prega, ed è trasfigurato in gloria; nell'orientamento verso la sua passione (cfr. l'esodo di cui parla con Mosè ed Elia in Lc 9,31), una voce, dalla nube, proclama la figliolanza di Gesù.

Mediante la glorificazione pasquale di Gesù i suoi discepoli sono inseriti nella relazione tra Gesù e il Padre attraverso il dono dello Spirito Santo, che è annunciato come portatore misterioso dell'amore tra Padre e Figlio giunto al suo compimento (Gv 14,1-16,15).

La Persona dello Spirito Santo è meno definita di quella di Gesù, ma non mancano testi che ne asseriscono la condizione divina: Rm 8,11; 1Cor 3,16. In Tt 3,5 si dice che lo Spirito è mandato a noi dal Padre per mezzo del Figlio. La mutua relazione delle tre Persone divine è espressa in Gal 4,4-6.

La dottrina della Trinità si è poi precisata nell'ambito del Cristianesimo antico: prima nel credo del primo concilio di Nicea (325), poi nel Simbolo niceno-costantinopolitano (381), dove venne affermato come primo articolo di fede l'unicità di Dio e, come secondo, la divinità di Gesù Cristo figlio di Dio e Signore, a seguito, tra le altre, della controversia suscitata dal teologo Ario, che negava quest'ultima. Il dogma della "trinità" è in relazione alla natura divina: esso afferma che Dio è uno solo, unica e assolutamente semplice è la sua "sostanza", ma comune a tre "persone" (o "ipòstasi") della stessa numerica sostanza (consustanziali) e distinte.

L'iconografia ci propone molte raffigurazioni della Trinità. Dalle famose icone (nota è quella dell'ospitalità offerta da Abramo a Dio presentatosi nei tre viandanti in Gn 18, 1ss) ai dipinti del medioevo e rinascimento che privilegiano il soggetto del cosiddetto Trono di Grazia: il Padre in trono sostiene e presenta il Figlio crocifisso mentre sono sormontati dalla colomba e circonfusi dalla luce dello Spirito Santo. 

La statua composta nella nicchia sopra il tabernacolo dell'altare maggiore presso la Chiesa parrocchiale di Capolago presenta una variante a questo soggetto. Il Padre è assiso in trono ma non regge la croce da cui pende il Figlio, bensì sostiene, adagiato sul suo grembo, il corpo morto del Figlio stesso. È un'immagine non più di offerta ma di profonda compassione, di sacrificio consumato e raccolto dal Padre come profumo soave (Nm 28,8).

Contempliamo questa immagine di amore offerto, consumato e accolto e chiediamo, attraverso l'offerta della nostra vita di partecipare a questo mistero.

#PieniDiStupore News!

Da questa domenica vogliamo accompagnare ogni festa patronale delle otto singole parrocchie della Comunità Pastorale con un segno di devozione ai nostri patroni. Presso ciascuna chiesa, nei giorni contigui alla festa e successivi, sarà in vendita (costo 2€) una raccolta di 9 immaginette con tutti i patroni presentati in queste domeniche. Ogni immaginetta è ritagliabile e utilizzabile singolarmente. Riporta sul fronte l'immagine del patrono, come la troviamo nella rispettiva chiesa, e sul retro una preghiera composta per questa occasione o ricavata dalla tradizione popolare.

Ci auguriamo che la distribuzione di queste immaginette possa rafforzare la fede delle nostre comunità e dare anche un piccolo aiuto economico a ciascuna parrocchia. Per questo vi invitiamo a diffonderne la vendita presso parenti, amici o conoscenti.

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