Da molteplici “basta!” ad un unico e convinto “mi piace”

Da molteplici “basta!” ad un unico e convinto “mi piace”

Ben ritrovati a tutti!

Ripartiamo con un nuovo anno pastorale. E non possiamo farlo se non iniziando dal programma che il nostro Arcivescovo Mario ha indicato per questo 2024/25.

Il titolo non è molto incoraggiante: “Basta” … in che senso?

“Basta” nel senso paolino: ti basta la grazia del Signore! 

“Basta” nel senso che è ora di finirla … con la guerra, con il peccato …

E allora diventa significativo anche il sottotitolo: “L’amore che salva e il male insopportabile”.

 

Riguardo la prima accezione, la riflessione che mi sorge mi sembra molto consequenziale: proprio perché quest’anno la nostra vita di sposi, giovani, ragazzi, anziani, ammalati, sacerdoti, suore, non diventerà più semplice degli anni precedenti, … mettiamoci allora sotto questa protezione e promessa di Dio.

Questa grazia a noi giunge attraverso il ministero, la vocazione e lo stato di vita che viviamo, quindi attraverso l'anno liturgico! La incontriamo nella forma più autentica nell'Eucaristia. La grazia di Dio ci raggiunge anche attraverso i luoghi e ambiti di vita abitati da persone concrete: famiglia, lavoro, politica… attenzione a dare sempre e solo giudizi negativi sulla realtà. Noi abbiamo Gesù che è venuto a darci la vita di Dio. 

“Basta” allora non è un automatismo ma un percorso che dobbiamo assimilare nello scorrere della nostra vita. A quali condizioni si celebra nella Chiesa perché uno possa entrare nella grazia di Dio? Perché celebriamo l'Eucaristia, la grazia di Dio, e non siamo contenti, non trasformiamo la nostra vita? 

Sono domande che mi sono posto leggendo la proposta dell’Arcivescovo e che mi stimolano a ricentrare con voi almeno due grossi temi:

  1. Riguadagnare i percorsi vitali per un umanesimo cristiano su temi delicati della famiglia, della sessualità e del modo di amare
  2. La missione non più rimandabile e derogabile per le nostre comunità ad essere un luogo di corresponsabilità (= sinodalità) come stile di lavoro. 

 

E circa la seconda accezione del “Basta”, inteso come “è ora di finirla!”, mi sento stimolato almeno verso questi 3 percorsi

  1. Imparare l'arte di riposare: ossia un modo di organizzare la vita delle comunità che non sia troppo frenetica di adempimenti. Mi sono detto: “Basta” con l'immagine che finora sto offrendo del prete indaffarato e stressato! … mi accontenterei di darvi l'immagine di un sacerdote contento!
  2. Offrire un freno convinto al peccato. In occasione del Giubileo a Roma quest’anno dovremmo ricentrarci un po’ tutti sul difficile sacramento della confessione, educandoci non solo a viverla meglio ma soprattutto a sentirla vitale ed essenziale per il nostro equilibrio normale di vita. Durante l’inverno stiamo già lavorando per proporre un pellegrinaggio dell’intera Comunità Pastorale a Roma e vivere insieme il cuore del Giubileo. 
  3. Promuovere passi decisi e concreti verso la comunione tra le parrocchie. Da questo punto di vista il rinnovo del Consiglio Pastorale e Affari Economici e la festa della Comunità pastorale del prossimo 8 dicembre dovrebbero offrire un impulso definitivo alla bellezza di cammini formativi, iniziative e scelte di vita come se fossimo un’unica realtà parrocchiale. Mi domando: “possibile che è così difficile e complicato”! sotto questo aspetto, i nostri ragazzi, i preadolescenti, gli adolescenti e i giovani, ci stanno offrendo un grande esempio e ci inviano un grosso richiamo.

 

Perché tutto questo diventi un reale cammino di Chiesa occorre certamente darsi tempo… ma fino ad un certo punto… la pazienza poi finisce. Allora? C’è un modo per accelerare i tempi di arrivo per raggiungere questi obiettivi? Io ne avrei in mente uno fondato su 3 parole: 

  1. l’entusiasmo (dovuto alla bellezza del seminare più che alla soddisfazione del raccolto)
  2. la flessibilità (dove si diventa capaci di aspettarsi in tutte le nostre fatiche per educarci a progettare dal basso)
  3. farsi spazio (non tanto per trovare tempi da riempire, quanto piuttosto per cercare relazioni nuove da condividere).

E allora, permettetemi di esprimere anch’io il mio sogno per questo nuovo anno pastorale con il mio personale “basta”: basta con la noia… che bella la nuova Chiesa della comunità pastorale MAMI.

 

don Giampietro