E la casa si riempì di profumo

E la casa si riempì di profumo

Inizia la Santa Settimana con un Vangelo straordinario.

Una cena in casa tra amici, una donna, mani e capelli che grondano profumo, non c’è una parola, parlano le mani e la loro tenerezza. Verrà il tempo delle piaghe, ma sul corpo di Gesù per ora germogliano solo carezze.

Quel profumo valeva ben dieci volte il prezzo di Giuda.
L’amica versa dieci volte il denaro del tradimento, dice a Gesù: qualcuno ti tradirà e ti venderà, ma io ti amerò e ti ricomprerò dieci volte tanto!

Ha tra le mani i piedi di Gesù, del viandante, del camminatore, i piedi della fatica di chi ha attraversato tutti i villaggi di Galilea. Maria li abbraccia per dire: non andartene più, resta qui. E sappi che dove vai tu verrò anch’io.

E il cuore di Gesù ne riceve una grande forza felice.
Una carezza, quando è vera, trasforma un uomo.
E l’unzione di Betania, questa commovente lavanda dei piedi anticipa di tre giorni l’altra lavanda, quella di Gesù ai suoi discepoli e, chissà, forse la ispira.

Gesù impara da una donna i gesti forti dell’amore.
Qui uomo e Dio si incontrano: quando ama, l’uomo compie gesti divini; quando ama Dio compie gesti molto umani.
“E la casa si riempì di profumo”. A cosa serve nella nostra storia tormentata un po’ di profumo? Non ha cambiato il destino di Gesù, non cambierà il nostro, ma cambia l’aria, l’atmosfera della casa e del cuore.

Prova con i tuoi a casa, come Maria, a inventare una carezza nuova, una dichiarazione per dire senza parole: sei prezioso per me. Dieci volte prezioso.
Tu non hai prezzo ... darti un prezzo sarebbe disprezzarti.

Una cosa impariamo dal vangelo: la preziosità della vita! Forse una vita vale poco, ma niente vale quanto una vita.

padre Ermes Ronchi