Carissimi fratelli e sorelle della Comunità Pastorale Maria Madre Immacolata, prima di tutto vorrei ringraziare la mia diocesi di Chimoio che mi ha inviato fino a qui da voi e l’Arcidiocesi di Milano che mi ha accolto; l’accoglienza ricevuta da don Giampietro con un caloroso abbraccio e un sorriso nel settembre del 2021 al Sacro Monte, a tutti i sacerdoti e le suore della diaconia come un membro della stessa famiglia.
Mentre mi preparo a lasciare questa vostra bellissima comunità dopo più di quattro anni di servizio pastorale e di studio, quasi concluso, sento nel cuore gratitudine e commozione.
In questo tempo ho ricevuto molto da tutti voi, persino la bicicletta per gli spostamenti, e tante persone si sono prodigate per me, anche con innumerevoli passaggi in auto, e mi hanno dato amicizia e coraggio. Ringrazio il Signore per il dono della vita, della vocazione, per ciascuno di voi e per il cammino condiviso assieme; grazie per la vostra accoglienza semplice e sincera, per i vostri sorrisi, per le vostre parole di incoraggiamento, per la pazienza e per la fiducia che mi avete dimostrato. Grazie a tutti voi che mi avete aperto le porte delle vostre case e del vostro cuore.
Con voi ho gioito e cantato, ho scherzato e ho imparato alcuni modi di dire del vostro linguaggio: (Mizzega! Ciumbia! Qui casca l’asino! Chi ha fame, ha fame subito! Chi fa da sé fa per tre, ecc.).
Con voi ho pianto per la perdita dei vostri cari defunti: come la mamma di don Giampietro, Giuseppina, le cui parole condivise nella messa mi tornano alla mente: “il mio bagai l’ho affidato alla Madonna”. L’ultimo pellegrinaggio con don Peppino a Roma, quando mi ha raccomandato: “Stai vicino ai fedeli”. Ma in questo mondo c’è tempo per tutto sotto il cielo (Qo 3, 3 ss), come spesso ho cantato con voi.
In questo momento della preparazione alla mia partenza verso il mio paese, il Mozambico, vorrei condividere con voi quello che di prezioso porto nel cuore: la Fede e la gioia.
Nella condivisione di questa Fede ad alcuni di voi è venuta l’ispirazione per realizzare la Madonna del Sasso o della Montagna in Mozambico, la cui costruzione non è stata facile, solo Dio sa! Non è facile, infatti, trasformare un luogo invisibile, di tristezza, in un luogo di condivisione e di gioia.
Fin dall’inizio è stata una sfida, con critiche sia politiche e religiose, ma la missione di evangelizzare continua ora e nel tempo! Questo vostro gesto di fede ha avuto un grande significato nella mia vita e in quella del mio popolo. Posso dirvi che questa è stata la mia vera tesi di dottorato, perché in quest’opera si vede l’unione nella Fede.
Quando sarò in questo luogo, col saluto Ave Maria, vivrò la vostra gioia e il vostro coraggio. Tutti i fedeli che si recheranno in pellegrinaggio e in preghiera sentiranno parlare della vostra vicinanza nella Fede e nell’amore vicendevole.
Ora è tempo di dirvi goodbye, arrivederci, Maita bassa!
Prima di concludere, mi chiedete spesso: cosa farai nel tuo paese? La risposta è semplice: continuerò col mio ministero di parroco e di docente, avendo ricevuto la licenza in Teologia Patristica.
Alla domanda come farai con la situazione della guerra dove alcuni giorni fa è stato assassinato un vescovo? La risposta è: sarò con loro cercando di seminare la carità, la pace e la speranza; il mio sorriso ovunque sarò, anche nei momenti difficili.
Vi chiedo di pregare per me come io farò per voi.
Grazie mille di cuore. Arrivederci! Vi saluto
Grazie mille di cuore. Arrivederci! Vi saluto
don Feniasse Maneira
