Cosa ci riserva la vita nessuno lo sa.
Chissà perchè “ieri “ è sempre meglio dell’oggi, e del doman “non c’è certezza”. Sembra che la vita non abbia un fine, ma una fine. E non è la stessa cosa.
La solennità del “Corpus Domini” ci invita a prendere coscienza che la nostra carne è stata assorbita interamente nella carne di Gesù. Prendendola su di sé ha reso la nostra vita eterna.
Ora.
Sempre.
Quello che dimentichiamo spesso quando farnetichiamo sul nostro vivere è che siamo amati nel nostro corpo mortale così come siamo, belli, brutti, grassi, magri, bianchi o neri. Gesù ha vissuto come uomo nel suo tempo occupando un suo spazio. Proprio come noi. E proprio perchè ci ama ha portato tutto sé stesso a far parte della Trinità, per sempre.
Non sono solo parole di consolazione. Ciascuno di noi fa l’esperienza di portare con se chi ama dovunque egli sia. Pensate agli innamorati che vivono uno nel cuore dell’altro, alle mamme e ai papà con i loro figli, e viceversa.
Anche se non sappiamo cosa ci riserva la vita di certo Gesù ci chiede di viverla fino in fondo con passione, curiosità e amore. La felicità è sapere di vivere in Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito sempre, la felicità sta nella certezza che non siamo e non saremo mai soli, mai, mai, mai.
C’è per me un amore più grande di questo? Per far questo ogni domenica ci tocca il cuore donandoci se stesso nel SUO CORPO.
Forse non serve chiedersi cosa ci riserverà la vita ma la domanda giusta dovrebbe essere “c’è per me un amore più grande di questo?”
