Carissimi, il compito che mi è stato affidato dal vescovo nella nostra comunità pastorale ha un indirizzo ben preciso: la cura dei giovani. In questi pochi mesi che sono tra voi ho provato a riflettere, immaginare e progettare le modalità migliori per accompagnare i giovani nel loro cammino di fede. La sfida non è affatto semplice e il periodo in cui viviamo non sembra essere un terreno ottimale per intercettare i giovani sugli argomenti decisivi della vita e della fede.
In questo turbinio di entusiasmo e sconforto mi sono venute in aiuto le parole di Gesù ai suoi discepoli: “Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura.” (Gv 4, 35). Ho percepito che il Signore in questa semplice frase ci chiede di osservare con uno sguardo attento la realtà, perché ciò di cui abbiamo bisogno e siamo in ricerca è già presente in mezzo a noi. In questo momento iniziale del mio mandato in mezzo a voi non credo servano idee innovative o rivoluzioni strutturali, ma basterà alzare lo sguardo sul buono che già c’è e accompagnarlo, curarlo e farlo crescere per poi raccoglierlo e ripiantarlo.
Vorrei quindi raccontarvi di quei “campi che già biondeggiano” che il mio sguardo, forse non sempre attento, ha visto in questi mesi nelle nostre comunità.
Ho visto comunità che hanno a cuore la vita e la fede dei ragazzi. I tanti volontari giovani e meno giovani che si sono uniti in una bellissima rete intergenerazionale per realizzare al meglio le esperienze dell’oratorio estivo e delle vacanze in montagna.
Ho visto un numeroso e vivace gruppo di ragazzi e ragazze delle medie molto affiatato che ha tanto voglia di camminare e crescere insieme nell’amicizia e nella fede.
Ho visto un gruppo di adolescenti e animatori che ha desiderio di vivere l’oratorio come luogo di fraternità. Ho visto dei ragazzi entusiasti che non esitano nel prendersi delle responsabilità verso i più piccoli.
Ho visto giovani educatori e giovani famiglie che vivono la loro fede in maniera consapevole e attiva. Il cammino verso la GMG di Lisbona sarà un’occasione propizia per la loro crescita.
Ho percepito della grande intuizione dello spazio compiti come spazio e tempo prolungato in cui stare a stretto contatto con tanti ragazzi e ragazze avendo così la possibilità di essere testimoni del vangelo nell’ordinario della vita. E in questo ho visto la grande disponibilità di educatrici e volontari che prestano il loro tempo per i più piccoli.
Ho sentito e ho visto catechisti e catechiste che hanno a cuore l’educazione alla fede dei bambini accompagnandoli con gioia e affetto nella preparazione ai sacramenti.
Ho visto tante cose, sicuramente non ancora tutte, ma già queste mi fanno dire grazie a Dio per le tante grazie che ha donato alla nostra comunità. Ho da chiedervi solo una cosa e ve la chiedo con le parole di Gesù: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe.” (Mt 9, 37-38). So di non essere solo in questo cammino e di poter contare sull’aiuto di tanti, ognuno da quello che può, chi il 30, chi il 60, chi il 100, e infine non dimentichiamoci di pregare per i nostri ragazzi per affidarli a quel Signore che tanto desideriamo conoscano.