Varese, 1 settembre 2020
Carissimi,
si riparte finalmente! Sì, avverto la voglia di riprendere ad incidere significativamente nella vita delle persone e della Comunità Cristiana.
Il nostro Arcivescovo Mario, nella sua proposta pastorale per l’anno 2020-21, dal titolo “Infonda Dio sapienza nel cuore”, scrive nell’introduzione: «Non è più tempo di banalità e di luoghi comuni, non possiamo accontentarci di citazioni e prescrizioni. È giunto il momento per un ritorno all’essenziale, per riconoscere nella complessità della situazione la via per rinnovare la nostra relazione con il Padre del Signore nostro Gesù Cristo».
Questa agenda pastorale vuole così diventare uno strumento concreto che non si limiti a ricordarci solo delle date per ottimizzare il nostro calendario familiare e personale, bensì possa rendere più semplice l’incontro personale, familiare e comunitario con Gesù e la Chiesa rappresentata dalla nostra Comunità Pastorale.
Non sono pretese eccessive per una semplice “agenda”? no, se impariamo a leggere le proposte pastorali con il medesimo criterio che ci ha suggerito l’Arcivescovo Mario, ossia come il tentativo di ritornare a ciò che veramente conta ed è essenziale nella nostra vita personale e di Chiesa. Ricentriamoci su Gesù e sul suo Vangelo, accogliendo le varie proposte che anche quest’anno vi saranno offerte come occasione:
1. per incontrarci (quanto ci è manca la possibilità di stringerci fisicamente all’amico caro!)
2. contribuire all’edificazione della Chiesa attraverso il servizio alla nostra Comunità pastorale
3. alimentare la nostra fede alla scuola del Vangelo.
Lo faremo anche quest’anno all’insegna della novità legata alle persone: non ripartiamo con don Nicola, ma con don Peppino. A lui il nostro caro benvenuto e a don Nicola l’augurio di poter trasmettere anche nella nuova realtà a cui il Vescovo l’ha destinato tutta la ricchezza di bene che ha profuso tra noi.
Ora però basta perderci in parole... un’agenda rimanda necessariamente ad avvenimenti che renderanno ulteriormente prezioso lo scorrere del nostro anno pastorale, avvenimenti che ci vogliono vedere protagonisti attivi e propositivi, perché in questi anni di vita della Comunità Pastorale ci siamo abituati bene: abbiamo imparato a compiere ciascuno la nostra parte per rendere più bella e attraente la vita di tutti...
Vogliamo interrompere questa “virtuosa” abitudine proprio quest’anno? Vi aspetto tutti, carissimi... sono impaziente di iniziare.
Con affetto
don Giampietro