4Sappiamo bene, fratelli amati da Dio, che siete stati scelti da lui. 5Il nostro Vangelo, infatti, non si diffuse fra voi soltanto per mezzo della parola, ma anche con la potenza dello Spirito Santo e con profonda convinzione: ben sapete come ci siamo comportati in mezzo a voi per il vostro bene.
6E voi avete seguito il nostro esempio e quello del Signore, avendo accolto la Parola in mezzo a grandi prove, con la gioia dello Spirito Santo, 7così da diventare modello per tutti i credenti.
Ci stiamo avvicinando alle Cresime dei nostri ragazzi di quinta elementare. Mentre scrivo queste righe penso al cammino che abbiamo vissuto. Un cammino non semplice, segnato non solo dalle ferite che conosciamo, ma anche da ferite famigliari e personali. Eppure c'è un dono che in loro non si è mai spento: il dono della gioia! Gioia che ci hanno trasmesso con la loro grinta, i loro pensieri, la loro ricerca. Gioia che è brillata soprattutto nel riconoscere con verità la loro storia e il tempo in cui vivono!
Ecco questo è il dono dello Spirito Santo: riconoscere con verità chi siamo e il tempo in cui siamo e poi saper rispondere. Rispondere però non con la delusione, non con la lamentazione, ma con la gioia, la gioia che questi 86 ragazzi ci hanno donato e trasmesso
in questi anni.
Carissimi siete stati accompagnati a rileggere come la vostra vita è vita nell'amore di Dio. Una vita nell'amore sa che anche nelle ferite personali e famigliari non rimane sola, ma sempre lo Spirito del Signore dona qualcuno, dona uomini e donne che ci incoraggiano a continuare questa ricerca di verità, questa ricerca che è il cammino e la vita di ogni cristiano. Così ce lo ricorda Paolo nella sua prima lettera che scrive alla comunità di Tessalonica: una comunità giovane che proprio nei frutti ricevuti dall'Apostolo ha saputo trovare le forze e le modalità per affrontare la durezza della persecuzione. Da questa creatività che lo Spirito ha donato, da questa gioia loro sono diventati modello, esempio, testimoni per gli altri popoli della Grecia.
Vi devo confessare che vi ho molto ammirato per la scelta del padrino e della madrina: li avete scelti non per un automatismo, per quella verità che vi possono insegnare, che vi possono aiutare a riconoscere. Mai avrei risposto così alla vostra età, sinceramente. Questo è il segno di come siete pronti a ricevere un dono che non ci permette però di stare fermi, immobili. No il vostro cammino deve continuare, deve continuare questa ricerca e anche i vostri famigliari devono capire che un cristiano non si ferma al sacramento della Confermazione, ma continua a camminare perché uomo e donna vivo, perché uomo e donna infuocato dal dono dello Spirito e dalla sua gioia.
La gioia dello Spirito Santo è la gioia di chi sa che lo Spirito guida anche nei momenti avversi, la gioia di chi sa che lo Spirito non spegne intuizioni che ravvivano il viaggio e che lo rimotivano! Questa gioia carissimi sia la gioia della vostra fede che desidera ancora cercare il Signore, sia la gioia non degli arrivati, ma di coloro che vincitori desiderano continuare a vincere e a vivere la partita più bella: la partita della fede!
Con queste righe inizio a ringraziare voi, le catechiste e le vostre famiglie: grazie perché le parole che scrivo su questo In Cammino non sono parole di circostanza, ma sono il frutto di un cammino che abbiamo vissuto insieme. Con la gioia dello Spirito Santo è il motto della mia classe di preti 2016: grazie perché la vostra vita mi ha ricordato cos'è la vera gioia del discepolo!
Don Matteo