La quaresima che mi manca

La quaresima che mi manca

23 febbraio 2020: inizia ufficialmente il lockdown in Italia, chiuso tutto. Alle ore 16:00 arriva l’ordinanza dall’ufficio avvocatura della Curia: si sospendono tutte le celebrazioni, Messe comprese! Sul foglio “in Cammino” di sabato 22 era già stato pubblicato in grande evidenza il cammino quaresimale della nostra Comunità Pastorale… la mia prima quaresima tra voi! 

Panico… come è possibile… sarà solo un blocco temporaneo; appena scopriranno che questo “coronavirus” è poco più di un’influenza ci faranno riaprire tutto… 

Tant’è vero che sul foglio “in Cammino” della settimana successiva, 29 febbraio, abbiamo riportato il seguente avviso: “I seguenti eventi si ritengono confermati solo qualora cessasse l'ordinanza pubblica di sospensione delle diverse attività (pubbliche o private) che comportano l'assembramento di persone”… mai attesa è stata più … disattesa e snervante!

Quest’anno finalmente inizio … la quaresima che mi manca.

È vero che non la riprendiamo “a pieno regime”, ma rispetto all’incubo dello scorso anno in cui noi sacerdoti abbiamo celebrato davanti ad una telecamera, quest’anno è veramente tanta ricchezza! Sulle pagine di questo foglio trovate il programma dettagliato dei cammini che con il Consiglio Pastorale si è scelto di intraprendere. Ora mi limito ad indicarvi lo stile, i punti di forza dei nostri 40 giorni quaresimali.

  • Non derive spirituali ma deserto per interiorizzare. Ci sono già tante emergenze che dobbiamo affrontare in questo periodo, non lasciamoci prendere anche dall’emergenza spirituale. La nostra quaresima vuole essere una risposta concreta a questa emergenza. Meditazioni, celebrazioni liturgiche, confessioni, colloqui spirituali… tutti “vaccini” che proponiamo per far fronte a questa emergenza che rischia di intaccare nel profondo la nostra umanità di persone che sente la necessità di non essere lasciata sola.
  • Non croci di cui ribellarsi, ma una Croce da cui lasciarsi portare. Stiamo attenti a non applicare troppo facilmente l’etichetta di “croce” a tutto ciò che ci cade addosso nella vita in questi tempi. Il Signore non cerca in questa quaresima “nuovi crocifissi”, gliene è bastato uno solo, il Figlio! Cerca piuttosto nuovi figli che si lasciano soccorrere da Lui per una nuova risurrezione, per dirci che anche Lui ha voglia di ricominciare con un’umanità resa nuova dalla fede e dalla carità reciproca. Vorremmo vivere il nostro itinerario quaresimale all’insegna del lasciarci correggere da Dio, senza paure di intraprendere cammini penitenziali che ci possano portare ad essere più contenti perché rinnovati.
  • Non celebrazione “di nuovo” della Pasqua ma direzione verso una Pasqua nuova. Questo è la provocazione che ci affida il nostro Arcivescovo. Non vorrei vedere fedeli accorrere in chiesa per assistere ai “soliti riti”, quasi per convincerci che la vita è ripresa normalmente come prima, ma fratelli nella fede che, proprio come me e gli altri sacerdoti e suore della comunità, desiderano risorgere dalla negatività che si portano appresso come scoria del periodo che stiamo attraversando. Io, voi, tutti… desideriamo risorgere dal pessimismo che ci portiamo addosso, desideriamo guardare con gli occhi del Risorto il tratto di vita nuova a cui la quaresima ci indirizza.

No, carissimi, nella prossima quaresima non andremo in cerca di uno scoop che ci offra la carica che non abbiamo più, cercheremo invece nella croce il germe d’amore che Gesù vi ha messo perché … si può sigillare un sepolcro con una guardia davanti, si può provare a rendere difficile la partecipazione alle celebrazioni con un coprifuoco serale, si può provare a continuare a mettere paura nella gente… ma non si può impedire che la vita abbia inizio in coloro che l’hanno compresa… 

Ecco la quaresima che ci manca.

Buon cammino

Don Giampietro