Rinnovo dei Consigli Pastorali: non “fare per”, bensì “fare con”

Rinnovo dei Consigli Pastorali: non “fare per”, bensì “fare con”

Come già anticipato con il messaggio del nostro Arcivescovo Mario, il 26 maggio in tutta la diocesi ci sarà il rinnovo dei Consigli Pastorali e dei Consigli Affari Economici.

Con l’apposita commissione preparatoria stiamo approntando una serie di interventi per aiutare a cogliere il valore e l’importanza di questo rinnovo.

Già in questo numero del foglio “In Cammino” abbiamo predisposto un estratto del nuovo direttorio approntato dalla Diocesi dopo un iter di approvazione durato più di un anno.

Volevo solamente introdurre tutti i nostri interventi a riguardo con queste brevi note di introduzione, che intendono rispondere alla domanda circa le novità del nuovo direttorio.

 

L’originalità si ritrova all’interno della problematica dei nuovi Consigli in due dimensioni. 

La prima è quella comunionale, che emerge già nella modalità prevista per la costituzione dei Consigli. Nella Chiesa, rispetto alla società civile, vivere l’esperienza dell’elezione dei nuovi Consigli pastorali, non significa infatti evocare il confronto e al limite lo scontro tra diversi orientamenti, ma vivere un esercizio di comunione, che deriva ultimamente dal dono dello Spirito.

Vi è poi una seconda dimensione fondamentale: la missione, perché la comunità cristiana esiste per annunciare, per diffondere il Vangelo. Lo strumento dei Consigli aiuta le parrocchie e le comunità parrocchiali a essere missionarie, in quanto orienta le scelte di vita della comunità cristiana, così che siano più autenticamente evangeliche e quindi attrattive verso gli uomini e le donne del nostro tempo.

 

L’elemento sorgivo di ogni scelta di questo tipo, sulla base della condivisione dei valori e dei principi cristiani, è costituito dalla passione per la Chiesa e per la bellezza dell’annuncio cristiano.

La Chiesa dalle genti è una Chiesa dove non basta “fare per”, ma dove diviene essenziale apprendere a “fare con.

Papa Francesco nella sua esortazione apostolica “Evangelii Gaudium” scrive che “Dare priorità al tempo significa occuparsi di iniziare processi più che di possedere spazi. Il tempo ordina gli spazi, li illumina e li trasforma”. Con la direzione che il nuovo Direttorio ci fa intraprendere per il rinnovo dei Consigli, come Chiesa locale intendiamo avviare un processo di presenza nuova in mezzo alla società.

Il nuovo Consiglio Pastorale allora diventerà:

  • luogo di pensiero più che di organizzazione (dove si pensa il volto della Chiesa per questo tempo)
  • luogo di discernimento e lettura dei segni dei tempi 
  • luogo di fraternità, condivisione, sinodalità
  • luogo in cui, con sensibilità diverse, superando ruoli e funzionalismi, si condivida la stessa preoccupazione per la missione ecclesiale
  • luogo che sappia guadagnarsi una sua autorevolezza davanti alla comunità

 

Per questo motivo l’attività dei consigli pastorali deve essere caratterizzata dalla dimensione spirituale, che non è un’appendice o un elemento di contorno, ma una dimensione fondamentale del discernimento e delle decisioni. Ogni sessione del consiglio è infatti chiamata ad avere lo stile e la prospettiva dell’incontro eucaristico. Questo potrà comportare anche l’inserimento, nell’ambito della programmazione delle attività proprie del consiglio, di momenti di preghiera e di riflessione, soprattutto di carattere ecclesiologico. 

 

Concludo riprendendo le parole: «Noi cattolici siamo originali: se la complessità della società induce al reciproco sospetto, a un sentimento di paura, a una specie di risentita rassegnazione, noi accogliamo il dono di una misteriosa gioia e vogliamo radunarci a condividere la fiducia, la stima vicendevole, il gusto di pratiche sinodali nei consigli delle nostre comunità. Continuiamo con fiducia, tenacia, intelligenza a edificare la Chiesa dalle genti, per dare testimonianza della speranza che il Signore ci dona».

 

… Sì. Vogliamo essere originali anche scommettendo sulla nostra Comunità Pastorale!

Don Giampietro