(Simbolo niceno-costantinopolitano)
- Il Figlio eterno si è fatto uomo
Papa Benedetto XVI ci ricorda che «il Verbo si è fatto carne» non è una semplice espressione poetica, ma il cuore della fede cristiana. Il Figlio di Dio ha assunto la nostra umanità nel seno della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo. Egli è il "nuovo Adamo", venuto per redimere l'uomo e restituirgli la piena comunione con Dio. L'Incarnazione è un mistero di amore: Dio non ci ha dato “qualcosa”, ma si è donato a noi in suo Figlio.
- È morto, è risorto, è asceso al cielo
Gesù Cristo ha compiuto il disegno di salvezza con l’obbedienza al Padre fino alla morte in croce. Ma non si è fermato lì: è risorto, è asceso al cielo e siede alla destra del Padre. Papa Francesco sottolinea che Gesù, asceso al cielo, è il nostro Avvocato, intercede per noi e ci attira a sé come un capo cordata che guida i suoi fratelli verso l’alto.
- Tornerà nella gloria per giudicare i vivi e i morti
Nel Credo proclamiamo anche la fede nel ritorno glorioso di Cristo. Papa Francesco ci invita a vivere il presente in attesa vigilante, con le lampade accese della fede, della speranza e della carità. Le parabole delle dieci vergini, dei talenti e del giudizio finale (Mt 25) sono un forte richiamo all’azione concreta, alla responsabilità verso i doni ricevuti e all’amore verso i fratelli.
- Vivere oggi nella luce del Figlio
Gesù Cristo, Figlio di Dio, illumina il senso della nostra esistenza. In Lui si manifesta il volto di Dio e, allo stesso tempo, il volto autentico dell’uomo. Come dice il Concilio Vaticano II, «Cristo manifesta pienamente l’uomo all’uomo e gli svela la sua altissima vocazione» (Gaudium et Spes, 22).
- Conclusione
Credere in Dio Figlio è credere che Gesù è il senso, la speranza e il destino dell’uomo. È accogliere la sua presenza nella storia e nella nostra vita quotidiana. È attendere il suo ritorno glorioso con il cuore vigilante e le mani operose. È sapere che non siamo soli: abbiamo un fratello, un Signore, un Avvocato presso il Padre.
