Rilancio qualche aspetto del messaggio del Papa: “Nessuno può salvarsi da solo. Ripartire dal Covid-19 per tracciare insieme sentieri di pace”, che ha scritto per la Giornata Mondiale della Pace dell’ 1/1/23 e che vi invito a leggere integralmente.
UNA BREVE SINTESI DEL MESSAGGIO
Una crisi senza precedenti! Papa Francesco ci invita a riflettere su come la pandemia ha toccato la nostra esperienza personale e ci sfida su che cosa possiamo fare concretamente per la pace nel mondo. Il messaggio ci interpella di fronte alle sfide e opportunità che ci presenta il nuovo anno.
Il virus della disuguaglianza! La pandemia ha colpito i più deboli dell’assetto sociale ed economico, facendo emergere contraddizioni e disuguaglianze. Ha minacciato la sicurezza lavorativa di tanti e aggravato la solitudine dei più deboli e dei più poveri.
L’isolamento, l’altro volto della pandemia! Il Covid-19 ha provocato un malessere nel cuore di tante persone e famiglie, con risvolti alimentati dall’isolamento e dalle pesanti limitazioni della libertà.
Un’ opportunità di conversione! Questo è un momento opportuno per mettere in discussione, imparare, crescere e lasciarsi trasformare come individui e come comunità. Occorre però riscoprire la parola “insieme”.
La speranza come guida alla pace! Insieme, nella fraternità e nella solidarietà costruiamo la pace, garantiamo la giustizia, superiamo gli eventi più dolorosi.
Verso il “noi” come futuro migliore! La lezione più importante è che nessuno può salvarsi da solo. Non possiamo più pensare al nostro “io”, ma dobbiamo pensarci come un “noi” aperto alla fraternità globale.
QUALCHE CITAZIONE SIGNIFICATIVA
La via per costruire un mondo più giusto! Il testo papale invita a riconoscere che la pace è una grande opera collettiva di rimozione, giorno per giorno, di tutte le cause di conflitto. Ecco alcuni impegni concreti da assumere come singoli e come comunità:
“Rivisitare il tema della garanzia della salute pubblica per tutti, promuovere azioni di pace per mettere fine ai conflitti e alle guerre che continuano a generare vittime e povertà, prenderci cura in maniera concertata della nostra casa comune, attuare chiare ed efficaci misure per far fronte al cambiamento climatico, combattere il virus delle disuguaglianze, garantire il cibo e un lavoro dignitoso per tutti”.
“La guerra in Ucraina, insieme a tutti gli altri conflitti sparsi per il globo, rappresenta una sconfitta per l’umanità intera e non solo per le parti direttamente coinvolte. Mentre per il Covid- 19 si è trovato un vaccino, per la guerra ancora non ci sono trovate soluzioni adeguate. Certamente il virus della guerra è più difficile da sconfiggere di quelli che colpiscono l’organismo umano, perché esso non proviene dall’esterno, ma dall’interno del cuore umano, corrotto dal peccato”.
“Dio trasformi i nostri criteri abituali di interpretazione del mondo e della realtà. Non possiamo più pensare solo a preservare lo spazio dei nostri interessi personali o nazionali, ma dobbiamo pensarci alla luce del bene comune, con un senso comunitario, ovvero come un “noi” aperto alla fraternità universale”.
“A tutti gli uomini e le donne di buona volontà auguro di costruire giorno per giorno, come artigiani di pace, un buon anno! Maria Immacolata, Madre di Gesù e Regina della Pace, interceda per noi e per il mondo intero”.
Per un felice anno 2023!
Don Francesco