La Gioia del Vangelo

La Gioia del Vangelo

Dopo solo otto mesi dall’inizio del suo Pontificato, nel novembre del 2013, Papa Francesco scrive l’esortazione apostolica “Evangelii gaudium”. È una pietra miliare, un testo di riferimento fondamentale del Magistero di Papa Bergoglio. Mi viene da affermare, con discrezione, che coloro che non hanno approfondito questo scritto, conoscono solo parzialmente il pensiero teologico e pastorale di Papa Francesco. È un testo molto ricco, ampio nel contenuto, stimolante per la riflessione che propone; merita di essere letto integralmente.

Dovendo parlare in un breve articolo, mi fermo su uno snodo fondamentale dell’intera Lettera Apostolica, là dove indica i quattro principi sapienziali.

 Il tempo è superiore allo spazio
Ogni persona è chiamata a vivere in tensione tra il momento concreto che sta attraversando e la luce che proviene dall’orizzonte più ampio verso cui desidera dirigersi. Il presente non deve deluderci, non deve intristirci. È necessario operare oggi avendo chiare, nella mente e nel cuore, le finalità che sorreggono il percorso quotidiano che cerchiamo di promuovere. Operare a lunga scadenza non ci permette di fermarci di fronte alle concrete difficoltà che incontriamo nel quotidiano. Non è positivo lasciarci fermare dall’ossessione di risultati immediati che vogliamo raggiungere. Occorre dare priorità al tempo. Dare, invece, priorità allo spazio in cui si vive, nella ricerca di risolvere tutto e subito, intristisce i nostri passi. Papa Francesco ci indica una strada importante da percorrere: “Occorre impegnarci a iniziare processi di crescita piuttosto che rincorrere spazi da possedere”. Anche nel cammino di testimonianza ed evangelizzazione è necessario tenere presente l’orizzonte e promuovere concreti cammini possibili.

L’unità prevale sul conflitto
Ci sono pagine molto belle nel profeta Isaia che parlano di unità, di comunione, di universalismo. Nella promozione del dialogo occorre accogliere la prospettiva di pareri, a volte, molto diversi o comunque differenti dai nostri. Non bisogna ignorarli o procedere come se non ci fossero; d’altra parte non possiamo lascarci imprigionare dalla differenza di opinioni e di vedute. Il Signore ci conferma, in particolare, la bontà di un percorso che si configura nella sua indicazione: “Beati gli operatori di pace”. (Mt 5,9)

Mons. Tonino Bello parlava di “convivialità delle differenze”. È necessario andare oltre la ragionevolezza e, a volte, la staticità del proprio parere, per cogliere la verità che ci può essere comunque nel pensiero di ogni nostro interlocutore.

La realtà è più importante dell’idea
Alla realtà si guarda con chiarezza, per coglierla nella sua verità e nella sua interezza; l’idea è, invece, il tentativo di elaborare passi adeguati per il futuro. Occorre promuovere “un dialogo costante, evitando, in particolare, che l’idea finisca per separarsi dalla realtà”. È necessario uno sguardo puntuale sul futuro, evitando, nello stesso tempo, che le ipotesi sul futuro, siano pensate come una realtà già presente. Il percorso promettente parte sempre da una chiara percezione della realtà in cui si vive; solo allora lo sguardo, pieno di speranza, può diventare un’opportunità e non un’evasione.

Il tutto è superiore alla parte
Una scelta importante è, senz’altro, quella di pensare alla dimensione globale in cui siamo inseriti; ci permette di non cadere in una vita trascinata avanti, giorno dopo giorno; una esistenza che non riesce ad allontanarsi dalla superficialità e dall’indifferenza. Non è pertanto positivo fantasticare, eludendo la fatica della ricerca quotidiana.
Papa Francesco evidenzia che un atteggiamento negativo è proprio quello di chi ammira i “fuochi artificiali del mondo” e non si lascia, invece, interpellare dalla bellezza che ci circonda e che ci chiede di promuovere scelte intrise di grande amore.
Diventa urgente apprezzare il bene che incrociamo, la terra fertile che ci hanno regalato coloro che si sono lasciati interpellare costantemente riguardo al bene da compiere e che, consapevolmente o meno, hanno dissodato il terreno su cui noi, oggi, poggiamo i nostri piedi.
La gioia del Vangelo ci indica pagine concrete e promettenti.

Don Peppino