Hai sbagliato strada... Emmaus non è più la direzione giusta!

Hai sbagliato strada... Emmaus non è più la direzione giusta!

Il Signore Gesù non è qui, è risorto! Una notizia clamorosa, unica, imprevedibile. Non per Gesù, ma per noi! Perché adesso, libero dai limiti dello spazio e del tempo, è sempre accanto a noi. A ciascuno di noi.
Ma come sta accanto a noi? Ce lo rivela lui stesso la sera di Pasqua.

1. Una presenza nuova, eppure da sempre conosciuta.
Due uomini (due di noi!) stanchi e delusi sono in cammino verso Emmaus: la vita senza spiragli di grandezza e speranza di eternità. Stanchi e delusi come noi. Spesso. Ogni volta che il male (dentro di noi, intorno a noi, nel mondo) appare vittorioso sul bene. Gesù si accosta. Straordinario! Nel verbo c'è tutta la delicatezza e il rispetto dell'amico. Non irrompe con le insegne della sua potenza e divinità. Si accosta. I loro occhi vedono solo un pellegrino come loro. Cammina con loro. Ancor più straordinario. Non li forza a girare i tacchi per trascinarseli verso Gerusalemme. No! Lui, il risorto, che può camminare a mille, misura i suoi passi con la loro stanchezza. Con la nostra stanchezza. Poi domanda: "Perché questo volto triste? Cosa è successo?". Non sale sul pulpito, non predica, non rimprovera. Suscita domande, risponde, spiega. Senza buonismi, senza pacche sulle spalle, senza melensi "non è successo niente" e inconcludenti "se la pensate così.". Ma con l'energia che sprona a cercare la verità: "Stolti e tardi di cuore nel credere". Risponde e spiega senza formule fredde da imparare a memoria, senza luoghi comuni, senza retorica, ma in modo da fare ardere il cuore. Risponde e spiega come le cose di lassù stiano già dentro le cose di quaggiù: lievito dentro la massa. Come le Scritture non siano fantasie e sogni, ma occhi per vedere dietro l'apparenza delle cose e dei fatti. Arrivati al villaggio, fa come se dovesse andare più lontano. Incredibile! Non chiede niente, non esige propositi, non raccomanda più fede e coraggio per le prossime volte. Nemmeno un invito a tornare a Gerusalemme. Niente! Tutto gratis. Aspetta soltanto un invito a rimanere. E l'invito arriva: "Resta con noi!". Come si fa a non volere la compagnia di chi si accosta a te, cammina con te, risponde alle tue domande facendoti ardere il cuore? Lui resta. E si fa riconoscere. Come? Non sfodera gli attributi della sua divinità, della sua potenza ed eternità. Si fa riconoscere nello spezzar del pane: il gesto del papà e della mamma, dell'amico, di chi sa di non essere solo, di chi è consapevole che non può mangiarsi tutto, infischiandosene della fame degli altri. Di chi decide che tutto (sia poco o sia tanto) va condiviso con gli altri. Davanti a questo gesto, i loro occhi si aprono. E, prima stanchi e con il volto triste verso Emmaus, adesso corrono pieni di gioia verso Gerusalemme.

2. Il nostro cammino a partire dalla Pasqua. 
Così cammina con noi Gesù risorto. Vi siete riconosciuti in questo modo di sentirsi raggiunti dalla novità del Signore? Di strada ne abbiamo fatta parecchia anche quest’anno insieme e mi sento anche abbastanza soddisfatto del lavoro svolto. È vero, la sensazione del tempo buttato, della fatica sprecata, d’una vita che poteva andare meglio l’abbiamo dentro nel cuore. Forse in più occasioni anche in noi si è affacciata la domanda: “Ma allora abbiamo proprio buttato via tutto il cammino?” Ma no..., è la Pasqua del Signore! La vita germoglia ed esplode dentro ciascuno di noi.

3. La nostra reazione.
Una bisaccia, i sandali, il bastone da viaggio: e via, pellegrini e poeti del Regno, per seminare speranza. Le nostre strade sono ormai le strade del mondo... a partire da quelle della nostra comunità pastorale; una croce e un risorto; uno scandalo e una follia: una persona. Resta con noi, Signore, perché si fa sera. Resta nella nostalgia di quest’ora, che ti cerca e ti invoca, sfiorando il mistero. Resta nel cuore che attende il tuo amore: resta con noi.

Quella verso Emmaus non è più la nostra strada! Quella è la strada dei delusi, dei lamentosi, degli scoraggiati... noi siamo gente diversa, che ha imparato il gusto del vivere e non vede l’ora di comunicarlo!

Don Giampietro