Il 29 novembre 2020, I domenica dell’Avvento romano e III domenica dell’Avvento ambrosiano, entra in vigore in tutte le Diocesi lombarde la terza edizione del Messale Romano, che va a toccare lo stesso RITO DELLA MESSA CON IL POPOLO, altrimenti detto Ordinario della Messa.
Papa Francesco nel discorso ai partecipanti all’Assemblea Plenaria della Congregazione per il Culto Divino e la disciplina dei Sacramenti, il 14 febbraio 2019 ricordava: “non basta cambiare i libri liturgici per migliorare la qualità della liturgia. Fare solo questo sarebbe un inganno. Perché la vita sia veramente una lode gradita a Dio, occorre infatti cambiare il cuore. A questa conversione è orientata la celebrazione cristiana che è incontro di vita col «Dio dei viventi»”.
Cogliamo l’occasione di questa revisione per puntualizzare anche che dal punto di vista spirituale: la liturgia è la prima e indispensabile fonte dalla quale i fedeli possono attingere il genuino spirito cristiano.
E che il messale, come ogni libro liturgico, non è una semplice raccolta di testi eucologici e di rubriche, ma è lo strumento per la preghiera, la fede, la spiritualità e la vita della comunità cristiana e di ogni singolo fedele.
In questo senso il messale va vissuto:
- come custode del patrimonio della preghiera della Chiesa; strumento di comunione perché custodisce la preghiera e la fede della Chiesa
- come pedagogo della preghiera come memoria, rendimento di grazie, supplica e lode
- come richiamo costante alla Parola di Dio.
Attraverso il linguaggio della liturgia si avverte come la Parola di Dio sia contemporaneamente proclamata, meditata, approfondita, compresa, pregata.
Di fatto, cosa cambia? Tra i cambiamenti più significativi si segnalano:
- La formula penitenziale Confesso a Dio onnipotente con il modulo inclusivo fratelli e sorelle. Questo modulo, che è esplicitato come opportuno anche nelle varie monizioni lungo la celebrazione, ritorna doveroso nelle Preghiere Eucaristiche al momento della commemorazione dei defunti;
- Il canto (recitazione) del Gloria, con il mutamento dell'espressione uomini di buona volontà in uomini, amati dal Signore;
- Le Preghiere Eucaristiche II, III e IV, e - in appendice - le Preghiere Eucaristiche della Riconciliazione, che sono state riviste per una migliore resa italiana dell'originale latino;
- La preghiera del Signore (Padre nostro) che, nella parte finale, rende di uso liturgico la nuova versione della Bibbia CEI: «... come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male»;
- L'invito alla comunione, che prevede la risposta dei fedeli O Signore, non sono degno..., che è stato riformulato come segue: «Ecco l'Agnello di Dio, ecco colui che toglie i peccati del mondo. Beati gli invitati alla cena dell'Agnello».
Si deve inoltre segnalare il fatto che anche le due Preghiere Eucaristiche specificamente ambrosiane (la V e la VI) hanno avuto qualche variazione di testo e, in appendice, accanto alle Preghiere Eucaristiche della Riconciliazione è stata recepita ufficialmente la Preghiera Eucaristica «per varie necessità» nella sua quadruplice forma.
Don Giampietro