Simone Aimini, giovane marito e padre, della parrocchia di Capolago, dopo quattro anni di percorso spirituale e di studi teologici, riceve l’Ordine minore del Letterato, insieme ai suoi compagni di corso, nella parrocchia di Sacconago – Santi Pietro e Paolo – Busto Arsizio.
Sta camminando verso il Diaconato. Negli Atti degli Apostoli (6, 1-7) si racconta come, dopo un periodo caratterizzato da tanta preghiera, da scelte improntate alla fraternità e alla generosità, ad Antiochia cominciano a evidenziarsi alcune problematiche che rischiano di minare il percorso di sequela del Signore; il motivo è molto concreto: “i fedeli di lingua greca mormorano contro quelli di lingua ebraica, perché nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove”. Gli apostoli desiderano dare un’indicazione molto precisa al riguardo: “Non vogliamo lasciare da parte la Parola di Dio; … fratelli, cercate tra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Notiamo la grande fiducia e lungimiranza da parte degli apostoli, nel delegare la scelta dei diaconi alla maturità della comunità.
Oggi il ministero ordinato si declina come scelta, da parte della Chiesa, di persone che collaborano con il Vescovo per sostenere il popolo cristiano nella missione di portare il Vangelo e di testimoniarlo dentro la nostra società, all’interno della propria famiglia, nell’ambito del lavoro, e con un servizio particolare soprattutto nell’ambito delle celebrazioni, della trasmissione della fede e nella premura verso le persone in difficoltà; ogni scelta andrà vissuta con un sano realismo e con attenzione ai destinatari.
In particolare Simone riceve quest’anno l’Ordine del Lettorato.
Gli è chiesto innanzitutto di custodire e di accrescere la familiarità con la Parola di Dio. Il Concilio Vaticano II ci ha dato un’abbondanza e una facilità di accesso alla Sacra Scrittura; nei decenni precedenti non c’era questa sensibilità.
Il cristiano ne ha bisogno oggi più che mai, proprio perché è sollecitato da costanti e contrastanti provocazioni culturali.
Sentiamo, forse tutti, l’esigenza di scoprire quotidianamente la comunione, al di là di ogni diversità di approccio alla vita. Cogliamo l’urgenza di ritrovare ciò che ci unisce al di là di sensibilità diverse che, a volte, caratterizzano il percorso della nostra esistenza; di ritrovare la spinta verso il futuro; di ricondurre diversi e spesso contrastanti progetti di vita umana a un’immagine di uomo, che non mortifichi nulla di ciò che è bello, è onesto, è capace di creare comunione.
Giovanni Paolo II ci ricorda che: è necessario che l’ascolto della Parola di Dio, sia nella celebrazione eucaristica, sia in un incontro promosso dalla comunità, nell’esercizio della nostra preghiera personale, diventi un momento assiduo e capace di donare profondità, così che educhi veramente la nostra volontà a una coraggiosa sequela di Cristo; è la Parola viva che interpella, orienta e plasma l’esistenza del credente.
La Parola di Dio accompagni sempre, nella sua quotidianità, Simone e noi.
È nella Parola di Dio, del resto, che il nascere e il morire, l’amare, il donarsi e il ricevere amore, la professione e la vita sociale trovano un senso ultimo e una speranza: “Nella tua luce, vediamo la luce”.
Simone, accompagniamo te e la tua famiglia, con gratitudine.
Don Peppino