Verbale assemblea Consiglio Pastorale del 29-04-2025

Verbale assemblea Consiglio Pastorale del 29-04-2025

Partendo dal racconto di Pasqua espresso in Gv 21, il Consilio ha provato a riflettere circa le proposte che sono state effettuate quest'anno e verificare se rispondono alle attese dei fedeli.

 

 Abbiamo raccolto le indicazioni attorno a tre grossi temi.

  1. Importanza dell’ascolto della Parola: solo da un ascolto profondo e consapevole della Parola si riesce ad essere aperti ai cambiamenti del mondo di oggi, per far fronte alle sfide che la Chiesa deve affrontare. 

Si nota la difficoltà di rispondere, da credenti, alle provocazioni riguardanti la fede e la Chiesa, soprattutto in ambito lavorativo, dove si incontrano spesso pregiudizi e resistenze. Si è condivisa la proposta di promuovere incontri aperti, in cui chi ha dubbi o critiche possa esprimersi liberamente, favorendo un confronto sincero e costruttivo. È emersa altresì l'importanza di un impegno personale nella crescita della fede: rispondere con efficacia richiede non solo argomentazioni, ma soprattutto la testimonianza con la vita.

Un tema centrale è stato il valore insostituibile della vita comunitaria, che aiuta a conoscere meglio il Signore e a sviluppare uno sguardo critico e consapevole sulla realtà. Come ricorda san Paolo, la fede senza ascolto è vuota. In quest’ottica, è stato riconosciuto il grande valore dei gruppi di ascolto della Parola, luoghi di autentica crescita condivisa e di scambio profondo tra i partecipanti e strumenti fondamentali per rafforzare i legami comunitari e favorire una crescita collettiva della fede. È stata evidenziata la necessità di una solida formazione dei laici, spesso ostacolata dalla mancanza di tempo a causa dei numerosi impegni legati alla vita quotidiana. Da qui la proposta di ripensare modalità e tempi dei percorsi formativi, in particolare per i catechisti, affinché non si basino solo sulla buona volontà, ma su basi solide.

In conclusione, si è convenuto che il problema non è quello di inventare chissà quale proposta innovativa per “attrarre” persone, ma cercare di vivere pienamente la Parola, facendo agire lo Spirito. Ripartire dalla Parola. 

 

  1. Relazione con gli altri: al riguardo va ulteriormente valorizzata la ricchezza della comunità nella sua diversità, come luogo di incontro e di relazioni che arricchiscono il proprio vissuto e la propria fede. In questo contesto ci si sente parte di una Chiesa viva in cui ciascuno può sentirsi accolto e può donarsi agli altri. I momenti conviviali e di condivisione fraterna assumono un ruolo centrale: sono occasioni concrete per testimoniare la fede, per riflettere su ciò che si vuole trasmettere e per costruire legami. La festa, sia nel suo svolgimento che nella fase di preparazione e organizzazione, diventa strumento di comunione. In questi momenti si intrecciano relazioni, si stringono amicizie e si fa esperienza della bellezza della fraternità ricevuta e condivisa. I momenti di festa sono in primo luogo occasioni in cui testimoniare la bellezza: risultano essere più attrattivi ed efficaci per chi li vive perché concretamente si testimonia la propria fede e il bello di essere insieme. 

Sono già attivi tanti momenti che funzionano e altri potrebbero essere rivisti nell’ottica di coinvolgere quelle persone che restano ancora un po’ escluse.

Le difficoltà, invece, si avvertono in modo più marcato nelle realtà più piccole e isolate, spesso caratterizzate da una popolazione anziana e legata alle tradizioni. In questi contesti, trasmettere la bellezza dell’appartenenza a una realtà più grande risulta complesso, perché distante dal vissuto quotidiano. A ciò si aggiungono problemi concreti, come le difficoltà negli spostamenti, che limitano la partecipazione e rendono difficile proporre nuove iniziative. È necessario pensare a proposte adeguate a questi contesti, valorizzandoli senza lasciarsi frenare dalle difficoltà logistiche, che non devono diventare un ostacolo insormontabile. 

Si è anche riflettuto sul rapporto tra sacerdoti e fedeli, ribadendo che al centro deve esserci anche in questo la relazione umana. È stato infine suggerito di fissare dei precisi appuntamenti annuali di comunione, che siano vissuti con impegno da parte di tutte le otto parrocchie della Comunità Pastorale.

Un’ultima proposta ha riguardato il come valorizzare le occasioni di incontro già esistenti – come le benedizioni delle famiglie o i funerali – viste come opportunità preziose per i sacerdoti di avvicinarsi alle persone e mostrare un volto accogliente della Chiesa.

 

  1. Importanza di un riesame delle proposte dell’anno passato: una rilettura di quanto proposto nell’anno può aiutare a capire cosa ha funzionato meglio e cosa peggio, questo per evitare di fare un calendario pastorale basato solo sull’inerzia del passato, senza “quel qualcosa in più” che potrebbe trasmettere meglio il senso della proposta stessa e il messaggio cristiano.

Sempre nell’ottica di superare l’eccessivo attaccamento al passato, aprendosi a modalità nuove e significative, si auspica di accrescere l’identità della Chiesa come comunità capace di accogliere la diversità senza perdere l’unità. È stata espressa la gioia di vivere la fede insieme, pur nella varietà delle sensibilità, e si è ribadito che la missione non è solo opera divina, ma richiede anche l’impegno concreto di ciascuno.

È stata ripresa l’idea della formazione dei catechisti, che dovrebbe unire una solida preparazione dottrinale a un approccio educativo fondato sul dialogo e sull’ascolto. È emersa anche la necessità di riflettere su come coinvolgere in modo più efficace i genitori nel cammino di iniziazione cristiana dei figli, valorizzando il loro ruolo e la loro partecipazione.

 

A conclusione: è stata sottolineata l’importanza di concentrarsi sul bello che c’è, consapevoli che ci sono ancora delle criticità e delle fatiche ma che la Comunità è cresciuta nel tempo e continua a crescere. La vera sfida da cogliere ora è quella di svincolarsi dal passato che ha visto le nostre parrocchie come singole unità e proiettarsi verso un futuro rappresentato da una Chiesa che sta cambiando e sta vivendo una nuova epoca.