9Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. 10E subito, uscendo dall'acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. 11E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento».
12E subito lo Spirito lo sospinse nel deserto 13e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. (Mc 1,9-13)
Venerdì 22 ottobre con i giovani della nostra comunità e della città abbiamo sostato su questa pagina di Vangelo. In questo tempo che ci siamo donati mi ha colpito una cosa: quanto lo Spirito continua ad agire nelle nostre vite, nei nostri cammini e noi non ce ne accorgiamo, perché presi a cercare di sopravvivere dalla nostra vita frenetica. Interessante è invece l’agire di Gesù: si lascia spingere, Lui, il Figlio di Dio, si lascia accompagnare dallo Spirito, si fida e affida ai passi di crescita che prepara per lui! Affidarsi allo Spirito per cogliere la bellezza della nostra vita, ciò che ci rende vivi e su cui molte volte non sostiamo: questa è stata la scintilla che mi ha riscaldato nella fredda cripta della Brunella. E da qui mi ha pervaso un sentimento di gratitudine. Gratitudine per tutto quello che stiamo vivendo in questo tempo. Ci accorgiamo sempre delle cose che non vanno, delle fatiche,... e invece il primo atteggiamento che lo Spirito ci invita a
vivere è il rendere grazie, eucarestein, per quello che di bello viviamo nella nostra comunità. I tanti incontri delle feste, i momenti di preparazione della cresima, l’avvio dei doposcuola con i momenti di mensa e di gioco dove si spezza la gioia del vangelo tra un sorriso e un capriccio, una correzione e un gioco inventato, l’avvio di un nuovo cammino per tanti ragazzi come educatori e quindi l’accompagnarli in questa avventura, l’inizio dei cammini di Pastorale Giovanile, la ripartenza del consiglio dell’oratorio come un organo di scelte pastorali riflettute e condivise, il sognare nuovi progetti per la nostra comunità... quanti rendimenti di grazie! E poi rendere grazie per i giovani che continuano con il loro vissuto a provocarmi, anche con scelte autentiche: il matrimonio di qualche nostro educatore, l’essere genitori e sposi delle giovani coppie, la regola di vita consegnata da Giulia sabato scorso nelle mani dell’Arcivescovo, il ripensare i propri passi da parte di altri con il desiderio di nuove mete nella conoscenza teologica e nel percorso di fede. Lo Spirito sospinge una comunità se una comunità si affida al suo soffio e alle direzioni che lui indica: questo è l’augurio che faccio a ciascuno dei nostri ragazzi della cresima, ma soprattutto alle loro famiglie e a chi sta leggendo queste righe. Non chiudiamo le nostre orecchie al messaggio di amore che il Padre continua a donarci ogni giorno "Tu sei il Figlio mio l'amato, in te ho posto il mio compiacimento", ma continuiamo insieme ad ascoltarlo e a saper condividere le gioie e le fatiche dei nostri cammini, a saper condividere la bellezza di accompagnare verso nuove mete. Sì questa è la grazia bella che ho ricevuto, anzi che abbiamo ricevuto, ognuno nella sua vocazione, il mandato che abbiamo rinnovato domenica scorsa di fronte alla domanda dell'Eunuco a Filippo: Come posso capire se nessuno mi aiuta? Una domanda che è nostra, che è dei nostri ragazzi, che è di tutti... una domanda a cui lo Spirito non rimane sordo, e la cui risposta sta proprio nella gioia del camminare con stima sincera e attenzione reciproca insieme!
Don Matteo