Volevo aprire questo articolo circa la festa della nostra Comunità Pastorale, nel 10° anniversario di fondazione, riprendendo la parola del nostro Arcivescovo Mario in occasione della festa dell’Immacolata dello scorso anno. Lui osservava come alcuni pensano che in principio c’era il male, il caos, l’odio, la guerra, il peccato. Alcuni pensano che la storia cominci con il peccato di Adamo. Alcuni pensano che all’inizio c’era un Dio arrabbiato che dice: Maledetto! Da questo principio – pensano alcuni – dipende tutto quello che è venuto dopo. Tutta la storia dell’umanità è segnata da questo inizio tragico e tutte le generazioni devono cominciare da capo a porre rimedio al male, a fare qualche cosa per calmare l’ira di Dio, per espiare il loro peccato. Talora le cose migliorano, talora peggiorano, ma quello che era in principio continua ad avvelenare la vita: c’è un destino da subire. E così uomini e donne lottano e si rassegnano, sperano e disperano, chiedono aiuto a Dio e lo maledicono: “Perché ci hai maledetto?”
Altri, al contrario, pensano che in principio, prima della creazione del mondo, per esprimerci così, c’è la benedizione. In principio sta il Padre del Signore nostro Gesù Cristo che ha messo mano a compiere il disegno d’amore della sua volontà. Dal principio prende vita quello che è venuto dopo: il Padre chiama uomini e donne a essere figli nel Figlio, eredi, predestinati a essere a lode della sua gloria, secondo il progetto di Colui che tutto opera
secondo la sua volontà. Coloro che credono che in principio c’è la benedizione, contemplano il mondo con stupore e riconoscenza e cantano le lodi del Signore; contemplano la storia con compassione e speranza e riconoscono il dramma della libertà che può decidere il bene e anche il male, e sanno che Dio non ritira mai la sua benedizione e offre a ogni peccatore il tempo per convertirsi e a ogni giusto la prova della perseveranza nelle tribolazioni della vita. Ecco, c’è discussione tra chi crede che in principio ci fu il peccato e la maledizione e chi crede che in principio ci fu la benedizione e la grazia della libertà attratta dal bene.
Nel festeggiare la nostra Comunità Pastorale, per come l’ho incontrata io, per come me l’hanno consegnata i sacerdoti che vi hanno lavorato prima di me, e soprattutto per come sono stato accolto, oso sottolineare che in principio debba starci la gratitudine.
Essa non è una domanda, è una risposta, che rifiuta la logica prevedibile dello scambio e cerca di corrispondere allo stupore dinanzi ad un evento benefico e inatteso. Si ringrazia per un eccesso di bene gratuito che supera le nostre attese.
Ecco, io inviterei a festeggiare quest’anno “il nostro 8 dicembre” così, all’insegna della gratitudine. Forse per qualcuno la nascita della Comunità Pastorale è stata una disgrazia, un evento che ha peggiorato il quotidiano sviluppo delle singole parrocchie... Per qualcuno, stando alla provocazione del nostro Arcivescovo, è sempre una questione di bene o male... Indipendentemente da quello che può essere considerato l’inizio per ciascuno di noi, perché non proviamo ora a favorire lo sviluppo della nostra vita comunitaria con la gratitudine?
Ma come si fa e rendere esplicita la gratitudine? Se assume il volto di un bene ricevuto, di un dono da scambiarci vicendevolmente, provo ad esplicitare come a me piacerebbe che festeggiassimo nella gratitudine questo 10° anniversario e lo faccio lasciandovi 5 inviti particolari:
-
dona subito: non aspettare domani per darti da fare, o quando inizierà a piacere anche a te, ma intervieni subito con entusiasmo.
-
dona tutto: non tenere nulla di riserva in attesa di tempi migliori, offri tutto ciò che sei e puoi.
-
dona gratis: non pretendere nulla in cambio, ma conserva la speranza di poter essere d’aiuto ai fratelli che sono in difficoltà
-
dona per tutti: non fare distinzione di persona, di parrocchia, perché ... insieme è più bello
-
dona a Gesù: non doni a don Giampietro o a chi per esso, ma a Colui nelle cui mani i doni trovano la destinazione giusta e aumentano la gioia di tutti.
Mercoledì vi aspetto tutti, per fare festa insieme, per scrollarci di dosso tante scorie accumulate in questi anni e per dire tutti assieme che noi... abbiamo scelto di ripartire dalla gratitudine.
Don Giampietro