Aria di cambiamento

Aria di cambiamento

Aria di cambiamento nella Comunità Pastorale Maria Madre Immacolata, un coadiutore va un altro più giovane arriva, una suora va un’altra con qualche anno in più è in arrivo, qualcuno resta ...
Settembre: tempo di passaggio, di luci d’estate che ormai scompaiono lasciando il posto a quelle più decise e calde dell’autunno. La terra sarà in attesa di nuova vita da generare, di tiepido sole che nulla ha da invidiare al sole sfacciato dell’estate.

Sarò mandata tra voi in questo tempo, anch’io trapiantata e seminata in un nuovo pezzo di Regno di Dio in cui già altri prima di me hanno preparato i solchi, piantato, curato, prodotto frutti, amato.

Arrivo in mezzo a voi nell’anno in cui il nostro Arcivescovo Mario ci invita a mettere al centro della nostra vita e della nostra attività pastorale “la preghiera” per accorgerci che nell’aria dei cambiamenti c’è “Qualcuno” che resta: Gesù è sempre con noi!!!
Già Papa Francesco ci aveva detto nell’Evangelii Gaudium che la Chiesa non può fare a meno del polmone della preghiera. Ecco, è questo il polmone che porta sempre aria fresca e nuova nella vita di chi parte, di chi arriva e di chi resta.

Arriverò in mezzo a voi e i miei occhi si riempiranno fin dal mattino di tanto verde, del colore del lago e della catena del Rosa che si è fatta più vicina. Imparerò a salire e scendere per le vostre strade che diventeranno a poco a poco anche le mie, per cercare di incontrare e arrivare laddove la gente vive. Cercherò di riconoscere i vostri volti e nomi, aperta a un futuro che mi farà sentire sempre più una di voi.

Vorrei essere “con voi”, “in mezzo a voi” come Gesù, vorrei amarvi come Gesù ama la Chiesa, pensare a voi come Lui pensa a ciascuno, gioire delle grandi e piccole cose di cui è piena ogni vita, come fa Lui, e soffrire per ogni lacrima che solca la guancia dei piccoli, dei giovani, delle spose, dei padri, dei soli, di tutti quelli che incontrerò sul mio cammino.

Tutto questo voglio farlo in piena collaborazione con don Giampietro e con tutta la diaconia che già vive e condivide tutto questo, dialogando con loro nella ricerca comune del meglio e soprattutto pregando l’unico Signore che ci garantisce di respirare la stessa aria di Comunione.

Questo mio desiderio pastorale l’affido anche a Maria, la donna per eccellenza, a lei chiedo di rendere più forte e vera la mia sensibilità femminile e di essere docile allo Spirito per portare il dono più bello che Dio ha dato agli uomini, Suo Figlio Gesù.
Vorrei concludere con le parole appassionate che San Paolo scrive alla comunità di Tessalonica: “Voglio essere amorevole in mezzo a voi come una madre nutre e ha cura delle proprie creature. Così affezionata a voi, vorrei darvi non solo il Vangelo di Dio ma la mia stessa vita, perché già mi siete diventati cari”.

A presto, suor Daniela