Camminiamo con Maria

Camminiamo con Maria

Ha inizio il mese di maggio: un mese bello. La natura ci aiuta; ci sono giardini che si riempiono di fiori, di colori intensi. Proprio in questi giorni ho visitato due persone anziane per portare loro la Santa Comunione; avevano giardini bellissimi, con tanti fiori ormai sbocciati. Noi credenti oltretutto viviamo il mese di maggio come il periodo in cui guardiamo particolarmente alla Madonna. La veneriamo intensamente; in particolare preghiamo il Santo Rosario. La contempliamo confrontandoci con le sue scelte nella vita quotidiana, spesa accanto al Signore Gesù; è importante guardarla. Il Magnificat e l’Ave Maria sono le preghiere, in onore della Madonna, che maggiormente conosciamo; ricordo gli incontri con le famiglie dell’Equipe Notre Dame: si termina sempre la serata con la preghiera del Magnificat; e poi conosco diverse persone che recitano prima dei pasti l’Angelus. Abbiamo una tradizione bella che ci aiuta a contemplare Maria e le sue scelte. Il Magnificat è il primo inno che troviamo nei racconti di Luca; è all’interno della narrazione di cui l’inno è commento a quanto avviene e, nello stesso tempo, vuole essere risposta a quanto è raccontato. Lo scopo immediato delle parole di Maria è quello di rispondere alla meraviglia di Elisabetta: “Beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che le è stato detto da parte del Signore”. Maria non nega le lodi che Elisabetta le rivolge ma le colloca nella giusta prospettiva: ciò che sta avvenendo è puro dono della bontà di Dio: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore, poiché ha rivolto gli occhi all’umile condizione della sua serva”. Maria pertanto riprende il motivo della grazia, del dono che costantemente Dio fa in tutta la storia della salvezza; in particolare, raccontando l’evento di Gesù, proclamando questo dono grandissimo del Signore Dio, Maria già svolge la sua missione, quella di essere segno evidente dell’amore gratuito di Dio. Non è scelta così giovane per i suoi meriti; sperimenta invece la grandezza e la bontà del Signore Gesù. In qualche modo le parole di Elisabetta sono opportunità per confermare che quanto sta vivendo Maria riguarda il senso di tutti gli eventi di salvezza. In effetti la preghiera passa dal singolare al plurale, dal caso personale alla comunità e all’intera storia di salvezza. Questo evidenzia una visuale interessante che si riscontra anche altrove nella Bibbia: la vicenda personale si innesta in quella comunitaria; si percepisce la modalità costante dell’agire di Dio verso tutti. Due sono le leggi che, stando al nostro cantico, evidenziano la continua attenzione del Signore nei confronti dell’umanità. La prima è che la salvezza è promossa dalla gratuita iniziativa di Dio; il Signore è il protagonista; i suoi interventi nascono tutti dalla sua fedeltà e dalla sua misericordia. Queste sembrano essere le caratteristiche fondamentali di Dio, la sua fedeltà resta intatta. Lui rimane fedele anche se la risposta dell’uomo viene meno: “Ha soccorso Israele suo servo ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri per sempre”. Una seconda caratteristica è che la salvezza si attua nella storia degli umili; è rivolta a loro; e Dio conduce la storia rovesciando le logiche umane; ha messo in difficoltà i sapienti con tutte le loro congetture: “ha rovesciato i potenti; riempie di beni gli affamati; rimanda i ricchi a mani vuote”.

Preghiamo il S. Rosario per specchiarci nella esperienza di Maria che generosamente si affida a Dio. È maestra per ciascuno di noi.

Don Peppino