Per la Prima Comunione dei nostri ragazzi (e non solo!)
16Siate sempre lieti, 17pregate ininterrottamente, 18in ogni cosa rendete grazie: questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. 19Non spegnete lo Spirito, 20non disprezzate le profezie. 21Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono. (1 Ts 5, 16-20)
Ci stiamo avvicinando come comunità alla Prima Comunione dei nostri ragazzi. Come sempre, da anni, mi viene chiesto un piccolo pensiero per loro, le loro famiglie e per tutti noi. Ho trovato queste parole di Paolo della lettera ai Tessalonicesi molto edificanti e belle. Per questo in questi giorni di preparazione voglio chiedere al Signore tre doni:
1. Il dono della memoria gioiosa. Arriviamo a questo momento per rendere grazie dei passi compiuti e fatti. Arriviamo carichi di emozioni, forse con qualche domanda e dubbio, ma arriviamo con la nostra storia, fatta di legami e di relazioni. Questa eucaristia diventi allora per i nostri amici di quarta e le loro famiglie una occasione per portare su quell'altare oltre il pane e il vino che sono la loro storia, il loro cammino, fatto di gioie e fatiche, fatto di attese e delusioni, perché possiamo vedere il volto di Gesù e come questo volto di amore e misericordia ci ha sempre accompagnato, anche quando noi ci siamo sentiti lontani. Un cuore che fa verità del suo cammino è un cuore carico di vera letizia, perché vede il volto del Crocifisso Risorto, il volto di colui che strappa dalla morte per far entrare nella vita piena!
2. Il dono della preghiera che orienta la vita. Il dono cioè di un legame vivo con Gesù, di un legame dove consegno tutto me stesso all'amore del Signore. Un legame che non si allontana dal Signore, ma anzi che vede in Gesù l'amico fedele che accompagna il mio cammino e che mi aiuta nella vita di tutti i giorni a scoprire la bellezza della mia storia, della mia vita, a scoprirlo nella piccola grandezza del quotidiano! Questa è al fede: vedere le cose da un punto di vista diverso e vedere come nella falsa monotonia della storia, c'è sempre una ricchezza e questa ricchezza è possibile sperimentarla se sperimento e vivo la fedeltà di Dio al mio cammino. Nutrirci dell'eucaristia vuol dire questo: sapere che c'è un legame che mi fortifica, mi nutre, mi aiuta a crescere. Il legame di Gesù, il legame del Figlio con il Padre e nel Figlio con il Padre.
3. Il dono della profezia. Questo passo sacramentale ci auguriamo essere non "una bella cerimonia", ma il riscoprire anche come comunità che il Signore sempre ci chiama a una novità nel nostro cammino, a una novità delle nostre scelte. È nel custodire una originalità che si nutre del legame comunitario e in esso del legame con Gesù che posso essere capace di accorgermi sempre del nuovo che il Signore prepara, dei passi da compiere e di saperli compiere non nella incertezza, ma nella certezza del suo amore. Per questo non spegnete lo Spirito, cioè lasciatevi carissimi accompagnare dallo Spirito di Gesù verso le strade di verità che Lui vi indicherà.
I tre doni invocati siano anche doni per il nostro camminare insieme per essere sempre una Chiesa unita, libera, lieta, una Chiesa che rende grazie, una Chiesa che accoglie le sfide del tempo non con resa e sfiducia, ma come una occasione rinnovata per dire con la vita (e se necessario con le parole): Cristo è veramente risorto!
Don Matteo