Verso Pasqua, con Gesù

Verso Pasqua, con Gesù

La Quaresima, anche da parte di noi credenti, non è più vissuta a “caro prezzo”; rischia di essere soprattutto un tempo che fa memoria di alcuni avvenimenti fondamentali della vita di Gesù; è un tempo che si avvale di alcune celebrazioni tipiche di questo periodo, come la Via Crucis, ... ma che fatica ad aiutarci a convertire il nostro cuore. Si rinnova però l’invito di Gesù a ciascuno di noi: “Convertiti e credi al Vangelo”. Siamo pertanto invitati, nel tempo di Quaresima, a promuovere il desiderio di cambiare il nostro cuore, così che ci possa suggerire scelte che armonizzino

meglio la nostra vita con l’esperienza di Gesù. Nella sua “Regola” San Benedetto prevede che ogni monaco, all’inizio della Quaresima, riceva un libro e lo legga con profondità. Leggere è una pratica importante per la vita cristiana; è una modalità per dare impulso alla nostra scelta di accogliere il Signore nella nostra vita. Ci si accosta a dei maestri che intercettano le attese di tanti credenti, desiderosi di dare qualità alla propria sequela.

È necessario non avere paura di pensare; occorre scegliere di lascar crescere dentro di noi le domande fondamentali che interrogano il nostro cuore e di cercare, se possibile insieme alla nostra comunità, risposte; la comunicazione nella fede è una grande risorsa nell’esperienza della nostra vita di fede. Occorre chiedere al nostro accompagnatore spirituale, al nostro confessore o a qualche amico che, da tempo, è in ricerca, il titolo di qualche testo che ci aiuti a pensare. Scegliamo di saper sostare, donando del tempo al Signore, così che la Sua Parola interpelli costantemente la nostra vita. La capacità di far tacere le nostre parole, di promuovere, in alcuni momenti della giornata, alcuni tempi di ascolto della Parola, ci permette di disciplinare il rapporto tra quanto ci suggerisce il Signore e i nostri abituali comportamenti. Il silenzio diventa occasione e strumento per dare priorità alla Parola, per conferirle una centralità, rispetto all’intera giornata, in modo che sia veramente ascoltata, accolta, meditata, custodita; e poi realizzata con intelligenza: “Non chi dice: Signore, Signore entrerà nel Regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre che è nei cieli”.

La donna, l’uomo capaci di fare silenzio sono fonte di grazia per coloro che li incrociano; sanno donare agli altri parole di pace e di consolazione. Ricordo sempre l’indicazione di Monsignor Marino Calogero, Vescovo di Savona, ai suoi sacerdoti: “Più che prestazioni, contano le relazioni, che si costruiscono a partire dal Signore”. Purtroppo il silenzio rischia di essere il grande assente della nostra società. Forse anche le nostre SS. Messe sono troppo piene di parole e di canti; si rischia di riservare pochissimo tempo al dialogo familiare e cordiale con il Signore. Il tempo di digiuno dalle parole e dai suoni ha come obiettivo, per noi credenti, quello di custodire il nostro cammino di ricerca profonda della verità, mentre vogliamo dare qualità alla nostra libertà. Ogni cristiano per vivere una esistenza buona, deve esercitarsi ad abitare il silenzio e a lasciare parlare il Signore.

San Pietro, nella sua prima lettera, ci ricorda che esiste in noi “un uomo nascosto nel cuore” (Pt 3.4). Se questo non viene riconosciuto, come può farsi sentire il Dio che chiede di essere ospitato nella nostre vicende quotidiane? Le ragioni della nostra appartenenza a Lui non sono invecchiate; diventano sempre più rilevanti mano a mano che cresce la conoscenza della nostra umanità. Non bisogna però solamente ripetere queste riflessioni; occorre avere il coraggio di ripensarle dentro la cultura del nostro tempo. Ci ricorda il nostro Arcivescovo Martini: “Nella persona umana decisivo è il “cuore”, l’interiorità. È il luogo delle decisioni libere, degli affetti profondi, che cambiano la vita, dei grandi orientamenti che danno senso autentico alla nostra storia personale”. Ci auguriamo una buona Quaresima per partecipare insieme alla gioia della Pasqua.

Don Peppino