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Omelia di Don Giampietro per Santa Rita

 

S. Rita, quest’anno sembra aver dovuto cedere anche lei al virus che tutto ha devastato dei nostri progetti, sembra che anche lei abbia dovuto piegare la testa ad un evento negativo più grande. Eppure lei, la santa dell’impossibile, anche quest’anno ci manda segnali enormi di vicinanza di Dio. E questi segnali arrivano proprio dalle letture con le quali la liturgia di oggi ci accompagna. Innanzitutto il cantico dei Cantici: non è un canto tra i tanti, ma il canto più bello, il canto di Dio, della sua storia d’amore. E poi il brano evangelico che profuma di testamento spirituale da parte di Gesù e, lo sappiamo bene, quando uno intende lasciare il proprio testamento spirituale comunica solo cose vere, ciò che più gli sta a cuore, quel suo “proprium” attraverso il quale potrà essere sempre ricordato. E allora da questa S. Rita 2020 così atipica ricavo 3 inviti particolari: Dall’assenza alla pazzia d’amore. La sposa del Cantico si rende disponibile ad alzarsi per cercarlo di notte in città. È qualcosa di impensabile per una ragazza sola, ma l’amore spinge anche a fare pazzie! Così è stato anche per S. Rita nella svolta che ha voluto imprimere alla sua vita dopo la morte del marito e dei suoi due figli gemelli. Finchè sei fermo nei tuoi comodi, e bloccato nell’entusiasmo e nella gioia di pregare, non ti è dato di incontrare Dio. Anche se in questo momento sembra pura pazzia cercare Dio, perché ci stanno facendo credere che può essere pericoloso, non arrenderti nella ricerca, anche se qualche volta il tuo amato sembra farsi un po’ desiderare e non si lascia facilmente trovare. E qui nasce il secondo invito. La pazzia d’amore genera il desiderio. E subito allora sono chiamato ad interrogarmi su ciò che desidero veramente in momenti come questi che stiamo vivendo. Permettetemi di dire: desiderare è la capacità esattamente contraria del “tutto e subito”, chi dice “tutto e subito” non desidera, è uno che ha soltanto dei bisogni, confonde il bisogno con il desiderio, non conosce l’arte del differire e quindi non conosce l’arte dell’attendere, di conseguenza non ha capacità di stupore. S. Rita ha saputo attendere prima di realizzare in maniera compiuta la sua storia d’amore con Dio. È qui che l’amata del Cantico, è qui che S. Rita, queste amata-amante iniziano a parlare, fino al punto di dare concretezza al proprio desiderio. Tanti di noi oggi hanno nel cuore dei desideri grandi, e forse sono rimasti anche un po’ delusi dal non poter venire a condividerli con la Santa così amata. Oggi però Dio ci educa al fatto che il bisogno differito ci insegna il desiderio. Non è inutile quest’anno il 22 maggio “a porte chiuse” se ne usciamo rafforzati nel nostro desiderare ciò che desidera Dio per noi. La sposa del Cantico ci sbatte in faccia in maniera cruda che nell’amore si può vivere anche la distanza! E su questo stiamo diventando dei maestri! Proprio perché l’amore è una vicenda, la vicenda più incredibile nella quale potevamo imbatterci, c’è la possibilità dell’assenza. Questa zona notturna all’interno del Cantico potrebbe essere la crisi, il confronto (ognuno ci metta quello che sente)… è allora il momento di riconoscersi ed accettarsi; è venuto il momento di amare in modo diverso. Credo che questo sia un interessante punto di ripartenza in questa S. Rita 2020: impariamo ad amare e ad amarci in modo diverso. E quando ciascuno capirà in cosa consiste questa diversità, credo che sarà pronto ad affrontare nuove sfide. Da ultimo l’invito che riceviamo dal Vangelo odierno: basta auguri, passiamo alle promesse! Gesù rincuora i suoi discepoli e li esorta a restare fedeli a Dio anche di fronte a difficoltà e sofferenze: «Vado ma tornerò a voi». Non saranno soli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace». Non è un augurio ma una promessa, che ancora oggi viene continuamente mantenuta e rinnovata. È un dono per tutto il popolo di Dio, che aiuta ad affrontare e superare la paura, la solitudine, il dubbio, il turbamento. Forse non ci accorgiamo di quante volte il Signore venga in nostro aiuto, ci tenda una mano, proprio quando il peso della nostra povertà, della nostra tristezza ci sembra troppo pesante da sopportare. Ogni volta il Signore trova il modo per rinnovare la speranza; può bastare una parola, un incontro. È un dono quotidiano però da meritare, perché la sua pace è conquista di ogni giorno, frutto della fede in Dio. Ecco il tesoro che S. Rita quest’anno porta come dote: la sfida pazza dell’amore, l’arte di desiderare in grande ciò che Dio sta desiderando per il nostro bene, e la calda promessa di una presenza che ci traghetta al di là delle nostre paure. Pazzia, desiderio, promessa… l’attualità di Dio che realizza per l’uomo di oggi e per l’uomo di sempre l’adempimento di ciò che sembrava impossibile.

Omelia di Don Giampietro per Santa Rita

Riprendono le confessioni e le adorazioni in Comunità Pastorale

 

Con la ripresa della vita comunitaria riprendono anche i momenti di preghiera in comunità pastorale. In particolare sabato 23 maggio alle ore 16.30 nelle parrocchie della Comunità Pastorale (eccetto Cartabbia) vivremo un tempo di adorazione eucaristica (fino alle 17.30) con la possibilità di accostarsi al sacramento della riconciliazione. Vi indichiamo i luoghi dove i sacerdoti confesseranno per rispettare le indicazioni delle normative anti contagio, ricordando di venire in chiesa con mascherina. Di seguito vi indichiamo i confessori e i luoghi: Bobbiate In coro don Nicola Avigno Chiesetta invernale Don Francesco Calcinate Cantoria Don Felice Velate sacrestia Don Adriano Masnago Battistero Don Giampietro Cappellina Don Virgilio Capolago Ufficio Parrocchiale Don Matteo Cartabbia Sull’altare  (Domenica prima o dopo la messa; lunedì pomeriggio) Domenica 24 Maggio: don Matteo Tutti i lunedì pomeriggio:  don Giampietro Lissago Coro (dalle 15.00 – 16.00) Don Felice   Con sabato 30 maggio le adorazioni eucaristiche e le confessioni avranno la solita cadenza: il primo sabato del mese in tutte le parrocchie della Comunità Pastorale (eccetto Cartabbia); negli altri sabati a Bobbiate e a Masnago dalle 16.30 alle 17.30.  

Riprendono le confessioni e le adorazioni in Comunità Pastorale

Iniziamo il mese di Maggio insieme a distanza

Iniziamo il mese di Maggio insieme a distanza Papa Francesco lo scorso 25 aprile ha scritto una lettera alla chiesa per l'inizio del mese di Maggio. Scrive così il Papa: Cari fratelli e sorelle, è ormai vicino il mese di maggio, nel quale il popolo di Dio esprime con particolare intensità il suo amore e la sua devozione alla Vergine Maria. È tradizione, in questo mese, pregare il Rosario a casa,

Iniziamo il mese di Maggio insieme a distanza

Il nuovo sito web della comunità Pastorale

Da “comunicare” a “comun-I-care” Scrive Papa Francesco nella sua Esortazione Apostolica “Evangelii Gaudium”: “Annunciare è gioire, è aumentare la propria vita; è «osare», «è condividere», perché non esiste gioia che non senta il bisogno di essere condivisa”. È proprio con questo animo profondo che abbiamo dato il via alla costituzione del nuovo sito web della nostra Comunità Pastorale “Maria Madre Immacolata”: riteniamo di avere una gioia che ci sta a cuore da comunicare . Soprattutto l’occasione della recente pandemia ci ha mostrato quanto sia essenziale possedere canali diversi di comunicazione, che non siano solo quelli legati “al venire” in Chiesa, alla presenza fisica in un luogo, ma si espandano a raggiungere tutti là dove

Il nuovo sito web della comunità Pastorale

Fase 2: tornano le cerimonie funebri

I parroci di Varese tornano ad accompagnare l’estremo saluto, sensibilizzando i fedeli che parteciperanno ai funerali alla massima responsabilità per evitare nuovi contagi nella Fase 2 della gestione della pandemia. L’8 maggio, alle 10, senza partecipazione di popolo, verrà celebrata una s. Messa al cimitero di Belforte in suffragio dei defunti di questi mesi LA NORMATIVA PER LA CELEBRAZIONE DEI FUNERALI Da lunedì 4 maggio «sono consentite le cerimonie funebri con l’esclusiva partecipazione di congiunti e, comunque, fino a un massimo di quindici persone, con funzione da svolgersi preferibilmente all’aperto, indossando protezioni delle vie respiratorie e rispettando rigorosamente la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro» (art. 1 c. 1 lett. i).La normativa ricorda inoltre l’obbligo di rimanere a casa in presenza di temperatura corporea oltre i 37,5°C o di sintomi influenzali; di non accedere alla chiesa e non partecipare a celebrazioni esequiali a chi è stato a contatto con persone positive a SARS-COV-2 nei giorni precedenti. I fedeli indosseranno le mascherine. L’ingresso e l’uscita al e dal luogo della celebrazione avverrà rispettando le distanze di sicurezza, come per i posti da occupare.  L’ACCOMPAGNAMENTO DELLA CHIESA I sacerdoti della città di Varese intendono venire incontro alle legittime aspettative dei fedeli consapevoli della necessità di un accompagnamento comunitario nella preghiera di fratelli e sorelle che tornano alla Casa del Padre.È bene che le famiglie colpita dal lutto prendano contatti col parroco della propria comunità al fine di valutare insieme la modalità più opportuna per una celebrazione che rispetti la personale sensibilità di Fede. Infatti la celebrazione delle esequie prevede che la famiglia possa scegliere la forma della liturgia della parola o della liturgia eucaristica.Non va dimenticato che può essere preferito un luogo celebrativo aperto come il cimitero.  LA MESSA PER TUTTI I DEFUNTI In occasione della Festa Patronale della Città dedicata a San Vittore Martire, venerdì 8 maggio, alle 10 al cimitero di Belforte, sarà celebrata la Santa Messa, senza popolo, in suffragio dei defunti di questi mesi nei quali spesso la difficoltà di dare l'ultimo saluto nella preghiera si è aggiunto alla tristezza della separazione dai propri cari.La celebrazione dell’8 maggio intende rinsaldare la speranza Cristiana nella vita dopo la morte.

Fase 2: tornano le cerimonie funebri