"Dov'è, o Morte, la tua vittoria?"

"Dov'è, o Morte, la tua vittoria?"

Introduzione al percorso di catechesi per adulti e giovani sul tema morte-risurrezione

Abbiamo ancora nelle orecchie il canto solenne dell’Alleluja e la scampanata a festa del giorno di Pasqua. Proprio a partire dalla risurrezione di Gesù, vogliamo aiutare tutti voi a dare risposte cristiane al grande e crocifiggente tema che da un anno almeno ha guadagnato la ribalta dalla nostra vita: il tema della morte analizzato sotto la luce cristiana della risurrezione.

Quanti funerali abbiamo celebrato, quante persone care abbiamo accompagnato! Ma la nostra fede ci permette una risposta che non sia semplicemente una pia consolazione, ma sia invece in grado di motivare il tratto di esistenza che stiamo percorrendo con le sue domande, spesso senza risposta? 

Il cammino formativo che intendiamo proporvi fino a fine maggio intende provare ad accompagnare il disagio che tali interrogativi hanno suscitato.

Molto più che una questione biologica, la vita umana, la vita di ogni uomo, è una storia concreta. Anche se di essa non fosse mai scritto una «biografia», la vita di un uomo ha sempre una forma determinata: la forma di un racconto. Più che costituire l’oggetto di riflessioni astratte, la vita umana è dunque un racconto, con una trama precisa e imprevedibile: ogni uomo nasce e muore, ma nessun incontro con l’altro, nessuna nascita e morte, nessuna sofferenza sono uguali a un’altra; ogni uomo sa che cosa significa «desiderare», «sperare» e «soffrire», incontrando quell'altro - padre e madre, figlio, fratello, amico, amato o amata, e tutti i volti più o meno noti che popolano la sua vita - che sollecita la sua libertà, in un dialogo sempre rischioso e in un intrecciarsi fluente di sentimenti antichi e sempre nuovi. Nessuna riflessione può quindi sostituirsi all’esperienza della vita. Nella vita, nella morte, nel patire, nell’incontro con l’altro, l’uomo fa una straordinaria esperienza: qualcosa gli è «dato», e da ciò egli non può sottrarsi; e, proprio per ciò, a lui resta ancora molto da «fare» e da «dire». Singolarmente, in latino «nascere» (nascor), «morire» (morior) e «patire» (patior) sono dei verbi deponenti, di forma passiva e di senso attivo. La lingua latina esprime la contemporanea esperienza che «qualcosa avviene» senza di noi e noi lo subiamo passivamente; e tuttavia siamo ancora sempre noi ad «agire» e questo coinvolge la nostra libertà, interpellandola a riconoscere il senso che le viene offerto gratuitamente. Il dono precede la libertà: la fede è questa esperienza fondamentale di «sentirsi in debito» verso Qualcuno. Il «dono» che precede la libertà è tuttavia spesso oscurato, non è sempre facile da riconoscere e richiede necessariamente il rischio della fede. Solo quando accetta il «prezzo di credere» l’uomo - ogni uomo - diventa capace di recuperare il senso e il «gusto» che gli viene anticipato come una promessa in ogni esperienza umana. 

Così, l’esperienza del nascere e del morire, e del vivere - come ogni umano «desiderio» - implica la gratitudine della fede e lo sforzo della riflessione, anche morale, che non si aggiunge dall’esterno ad essa, ma ne costituisce un'esigenza legittima, intrinseca e costitutiva. In tale riflessione si è sfidati a riconoscere i grandi valori morali implicati nell’esistenza umana e nella fede cristiana.

Tali valori interpellano la coscienza personale e i comportamenti del singolo, ma non solo. L'uomo non esiste da solo. Egli riceve dalla cultura in cui nasce la «grammatica» per esprimersi ed entrare nel vivo del dialogo umano. 

Ecco allora il cammino che vi proponiamo: abbiamo chiesto a cinque “testimoni” di proporci delle riflessioni tematiche sul tema della morte e della risurrezione. Tali riflessioni seguiranno questo percorso: biblico, teologico, filosofico, storico e liturgico.

Dedicheremo a questo percorso catechetico i venerdì sera, partendo dal 23 aprile in poi. Ci si troverà in cripta a Masnago, inizieremo con una preghiera e ascolteremo la testimonianza video del “testimone” di turno. Al termine ci riserveremo 30/40 minuti per interagire comunicandoci fatiche, perplessità, domande… che l’argomento ha suscitato in noi.

La domenica precedente sul foglio “In Cammino” ci sarà la scheda di presentazione dell’argomento su cui rifletteremo con anche delle domande di supporto.

Dal sabato mattina si potrà trovare il medesimo intervento video anche sul sito della nostra Comunità Pastorale, cosicché ci si possa organizzare anche come nuclei familiari per seguire, pregare, comunicare la propria fede.

Non ci vogliamo arrendere al mistero della morte, perché siamo fermamente convinti che per noi cristiani la vita è dono e promessa.

Don Giampietro