Offro qualche spunto, che spero utile, per la Settimana Santa, da noi ambrosiani chiamata Settimana Autentica, perché autentico è l’amore e la santità del Signore!
LA STRADA CHE ACCOGLIE. Gesù, nella domenica che precede la sua Passione, percorre una strada affollata e accogliente nel suo ingresso a Gerusalemme. Egli cavalca un asino che era la cavalcatura dell’umile re di pace. Tanta folla lo accoglie gettando sulla strada i propri mantelli, che per i poveri erano letto, coperta, vita! E la gente lo acclama con gioia: “Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!” (cfr. Gv 12, 12-19). Ci uniamo idealmente anche noi alla folla, perché dopo tante “restrizioni”, che purtroppo continuano, desideriamo fare festa con gioia. Ma è il nostro cuore che deve gridare al passaggio del Cristo: “Salvaci!”. “Non passi a vuoto il Signore sulla nostra strada, perché potrebbe non passare più. Perciò non perdiamo le occasioni per un incontro ravvicinato con Dio” (Sant’Agostino). In questa Domenica delle Palme, ma pure dopo, non perdiamo l’Ingresso di Gesù in città e, soprattutto, il suo ingresso nella nostra vita!
LA CASA CHE CELEBRA. Gesù entra in una casa prenotata in precedenza: si siede a tavola con i suoi discepoli in una bella stanza preparata al piano superiore e celebra la Pasqua. Su quella tavola Gesù, con i suoi amici, fa memoria della Prima Alleanza e poi invita a fare memoria della Nuova Alleanza nel suo nome. Qui spezza il Pane e offre il Vino ai suoi discepoli, ma è la sua stessa Vita che dona a tutti per Amore, invitando a fare altrettanto: “Fate questo in memoria di me!”. Anche ciascuno di noi è invitato a fare la Pasqua da Gesù stesso: “Il mio tempo è vicino, farò la Pasqua da te con i miei discepoli” (cfr. Mt 26, 17-29). In questo Giovedì Santo, ma non solo, la Cena del Signore e la vita nelle nostre case siano vissute nel dono reciproco della pace e della fraternità!
IL MONTE DI CHI SI AMA. Gesù, sulla collina del Calvario, venne brutalmente inchiodato alla croce: “erano le nove del mattino” (cfr. Mc 15, 25-39). L’albero del divieto, che aveva allontanato dal “giardino” Adamo, simbolo di ogni uomo, incontra l’albero del perdono: un albero di salvezza offerto a ciascuno. Perciò corriamo pure noi verso il Calvario, perché “Il Calvario è il monte degli innamorati” (San Francesco di Sales), il monte di chi si ama: Cristo e noi! Il Calvario non è solo il luogo dell’agonia e morte di Gesù, ma è il luogo dell’Amore che Cristo ha riversato sull’umanità. Quindi all’Amore gratuito del Signore corrisponda il nostro amore riconoscente a lui e al prossimo. In questo Venerdì Santo, ma anche oltre, lasciamoci attrarre dal Crocifisso correndo al monte di chi si ama!
IL GIARDINO DELLA GIOIA. Il Cristo morto è deposto in un “giardino”, simbolo del nuovo “eden”, in un sepolcro nuovo, che Giuseppe d’Arimatea aveva messo a disposizione. La grossa pietra, come un sigillo sulla tomba, sembrava cancellare tutte le promesse divine. Però il masso é stato trovato rovesciato e la tomba è stata vista vuota dalle tre donne. Ma l’annuncio dell’angelo ridona speranza alle paurose: “Non è qui, è risorto come aveva detto” (cfr. Lc 24, 1-12). Così il Risorto cerca nel “giardino” il perduto Adamo, ciascuno di noi. In questa Domenica di Pasqua, e anche dopo, lasciamoci trovare da Gesù Risorto, perché ci riempia la vita di gioia e di perdono! A tutti auguro una Santa Settimana!
Don Francesco