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Oratorio estivo 2023

Anche quest’anno l’oratorio estivo della MaMI si è concluso. Dopo sei settimane segnate da gioco, preghiera, balli, canti e tantissima gioia è arrivato il momento di rileggere questa sostanziosa esperienza. L’oratorio estivo è sicuramente una delle iniziative più corpose che le nostre comunità mettono in atto sia a livello organizzativo che educativo. Qualcuno si domanderà se ne vale la pena. Tanta fatica, tanta pazienza, tante magagne... e alla fine cosa raccogliamo? Mi sento di dire che per quella che è stata l’esperienza di quest’anno la fatica si è retta, la pazienza giustificata e le magagne superate. Ho trovato almeno tre motivi che mi danno grande speranza nei confronti dell’oratorio estivo. Il primo motivo riguarda gli animatori. Un centinaio di adolescenti che hanno deciso per la propria estate di mettersi a servizio dei più piccoli. Vorrei sottolineare questa disponibilità perché ho l’impressione che, nel mondo in cui tutto ha un prezzo, la gratuità sia sempre meno scontata.  Questi ragazzi si sono messi in gioco e nel corso delle settimane si sono appassionati e hanno appassionato, contribuendo a creare un ambiente sano in cui i bambini si sono sentiti a casa. A questi ragazzi va la gratitudine e l’ammirazione di tutta la comunità! Vorrei ricordare anche tutti i volontari che si sono resi disponibili per permettere al meglio l’organizzazione dell’oratorio. Tutte queste persone sono la prova della cura che la comunità cristiana adulta ha verso l’educazione dei più piccoli. Ognuno ha dato quello che poteva e umilmente si è reso disponibile in quello che c’era da fare. Dalla segreteria alla cucina, dalle pulizie al servizio al bar tutto è stato fatto con entusiasmo e passione per i nostri ragazzi. A tutti i volontari va la gratitudine e l’ammirazione della comunità!  Vorrei parlare anche dei bambini. Tutto quello che abbiamo fatto è stato rivolto a loro, perché sono il nostro futuro. Noi crediamo fermamente che un’esperienza di gruppo vissuta dentro un’educazione umana e di fede possa garantire questo futuro. I nostri ragazzi hanno bisogno di una comunità, hanno bisogno di testimoni adulti del Vangelo, hanno bisogno di tante persone che li indirizzino per la giusta via e l’oratorio estivo sembrerebbe essere la giusta soluzione per vivere tutto questo. Vorrei ringraziare infine Suor Gioia, Stefania, Altin, Gaia che hanno fatto da responsabili dei nostri oratori e si sono dedicati nel coordinamento e nella formazione educativa, il loro contributo è stato indispensabile per la perfetta riuscita delle nostre attività. Grazie per tutto, ci rivediamo la prossima estate! Don Michele

Oratorio estivo 2023

ViaVai - Mi indicherai il sentiero della vita

Possiamo partire per un viaggio, anzi un pellegrinaggio, che condurrà ragazzi e ragazze a capire che nella vita siamo affiancati dalla presenza del Signore Gesù che ci guida e ci indica il sentiero. "ViaVai - Mi indicherai il sentiero della vita" è lo slogan dell'Oratorio estivo 2024. Una strada, sette passi per compiere il cammino, un orizzonte e una missione che valgono per ciascuno di noi. Nella frenesia della vita, fra mille percorsi e anche distrazioni, nel nostro "ViaVai" c'è dunque una meta e ciascuno può percorrere la sua strada, sapendo che accanto a sé ci sarà sempre Qualcuno.

 

I nostri oratori MaMi sono pronti anche quest’anno per una proposta completa e valida. Ci saranno diversi incontri e attività speciali che ci permetteranno di incontrare il nostro prossimo, sempre accompagnati dalla frenesia e creatività dei nostri animatori e dalla professionalità dei nostri educatori, coordinati dalle cooperative Pepita e Intrecci. 

Tutto questo è possibile grazie alla raccolta fondi Insieme Ingioco che ci permette di ampliare la proposta e di renderla sempre più avvincente e capace di toccare le necessità del tempo presente! 

 

L'Oratorio estivo 2024 desidera investire anche quest’anno sull'inclusione di ragazzi con disabilità: grazie anche al sostegno del Comune di Varese e della Fondazione comunitaria del Varesotto ci saranno figure professionali che lavoreranno fianco a fianco dei bambini e ragazzi con bisogni speciali. 

E, infine, accoglieremo i ragazzi che vivono in famiglie con fragilità economiche, secondo le indicazioni e le attenzioni che il Comune di Varese e la nostra Caritas ci daranno.

 

Quest’anno ci saranno alcune novità nella divisione nelle diverse sedi dei nostri ragazzi. Si è scelto di creare un unico oratorio per i ragazzi più grandi dalla 5a elementare alla 3a media utilizzando prevalentemente la sede di Avigno, mentre i ragazzi dalla 1a alla 4a elementare rimarranno divisi tra zona Nord e zona Sud rispettivamente negli oratori di Masnago e Bobbiate/Calcinate. Questa scelta, non facile, potrebbe creare qualche perplessità, ma il tutto è stato guidato da un intento educativo e di comunità, tenendo conto che il gruppo preadolescenti già durante l’anno vede la presenza di ragazzi di tutte le nostre parrocchie e così facendo l’oratorio estivo sarebbe in continuità.

 

E quindi ECCOCI! Quest'anno l'oratorio estivo continuerà a gonfie vele per diventare sempre più un luogo di educazione alla vita e alla fede. La nostra proposta trova casa in 4 sedi:

 

Dalla 1a alla 4a elementare

- ZONA NORD della Comunità Pastorale (Avigno, Masnago e Velate) 

Giornata intera presso l’oratorio di Masnago

 

- ZONA SUD della Comunità Pastorale (Bobbiate, Calcinate, Capolago, Cartabbia e Lissago) 

al mattino presso l’oratorio di Bobbiate (fino al pranzo compreso, se si partecipa per l’intera giornata) e spostamento con bus navetta all’oratorio di Calcinate nel primo pomeriggio; il rientro è previsto per le ore 17.30 a Bobbiate

 

Dalla 5a elementare alla 3a media

Per tutta la COMUNITÀ PASTORALE presso l’oratorio di Avigno, con la disponibilità di un bus navetta con tragitto Bobbiate-Avigno al mattino (8:45 ca.) e un altro bus con tragitto Avigno-Bobbiate nel pomeriggio (17:00 ca.).

 

Gli Oratori Estivi sulle quattro sedi (Avigno, Bobbiate, Calcinate e Masnago) inizieranno LUNEDÌ 10 giugno e termineranno 

  • VENERDÌ 12 luglio negli oratori di Avigno e Bobbiate.
  • VENERDÌ 19 luglio nell’oratorio di Masnago. In questa ultima settimana l’oratorio di Masnago accoglierà i ragazzi delle elementari di tutta la Comunità Pastorale.

 

Le giornate in oratorio saranno così impostate:

  • Quest’anno le gite saranno il lunedì (tranne la prima settimana). Le mete: Gita in montagna, Parco avventura, Ondaland, Wave di Sesto Calende, Acquatica... e altre in via di definizione. Per chi non desidera andare in gita quel giorno, potrà rimanere in uno dei quattro oratori aperti che verrà indicato sul libretto con tutte le info.
  • Il martedì, mercoledì e giovedì vivremo la classica giornata in oratorio. Il mercoledì o giovedì di ogni settimana saranno organizzate attività specifiche per i ragazzi in base alla loro età con la collaborazione di terzi (i costi sono compresi già nella quota settimanale)
  • Il venerdì, faremo una gita sul territorio di Varese, (che descriveremo in maniera dettagliata più avanti) a cui chiederemo a tutti i ragazzi di partecipare. Sarà l'occasione perché tutti i ragazzi possano stare insieme e vivere una vera esperienza di comunità.

 

La cucina dei nostri oratori sarà di nostra produzione! Abbiamo bisogno di volontari che per due volte alla settimana ci aiutino a preparare un piatto di pasta per i nostri ragazzi e un secondo semplice. Un giorno sarà dedicato alla pizza. I pasti in oratorio e la pizza, sono compresi nella quota settimanale (escluso invece il pranzo al sacco nei giorni delle gite). Inoltre nella quota è compresa sia la merenda del mattino che quella del pomeriggio.

 

Le iscrizioni avverranno tramite l'APP SQUBY, mentre i pagamenti potranno essere effettuati tramite contanti, POS, bonifico o Paypal. Tutto questo verrà ben illustrato il giorno della riunione di presentazione.

 

 

Contributo

 iscrizione*

Contributo

settimana**

intera giornata

Contributo

settimana**

mezza giornata

(con pranzo)

Contributo

settimana

mezza giornata

(senza pranzo)

Gite

1° figlio

€ 30

€ 55

€ 45

€ 30

Ci sarà il

dettaglio

sul libretto

2° figlio

€ 40

€ 35

€ 20

3° figlio

€ 30

€ 25

€ 15

Dal 4° figlio in poi

gratuito

gratuito

gratuito

 

*comprende: assicurazione, maglietta, iscrizione al sistema SQUBY, spese di acqua, luce e gas     

 **comprende: i pranzi di martedì, mercoledì e giovedì

 

Tutti i contributi settimanali comprendono le merende, i trasporti nel territorio, i materiali per l'animazione e le attività speciali delle giornate di mercoledì/giovedì.

 

Alcune date da segnare:

  • Martedì 7 maggio ore 21.00 presso l’oratorio di Bobbiate: presentazione dell'oratorio estivo della nostra comunità pastorale e avvio delle iscrizioni fino al 31 maggio (dopo il 31 maggio si dovranno contattare le segreterie degli oratori)

 

  • Entro la metà del mese di maggio: segnalare eventuali situazioni di estrema povertà e ragazzi con disabilità per accordarsi sulle disponibilità degli educatori

 

Don Michele

ViaVai - Mi indicherai il sentiero della vita

Turno "0"... non una semplice vacanza!

“Desiderare la felicità, insieme nella corsa verso il bene, seguire e fidarsi di un amico grande, io ci sono, protagonista della vita...” Cosa sono? Pezzetti di formula magica da amalgamare perché riesca qualche incantesimo?No, niente di tutto questo!... sono le 4 tappe che hanno scandito le giornate e i contenuti dei nostri piccoli di II-IV elementare quest’anno a Macugnaga al turno “0”. Giornate stupende quelle che hanno visto come protagonisti i nostri ragazzini ed un gruppo di genitori alle falde del Monte Rosa. Giornate all’insegna della preghiera, delle escursioni, del divertimento sano, della comunione fraterna, delle serate attorno al fuoco e della serenità del cuore espressa dalla gioia di stare insieme 4 giorni. L’esperienza del turno “0” non è mai semplice montagna, non è neppure solo “vita da oratorio traslocata altrove”, ma risulta sempre una vera e propria palestra di vita dove ragazzi, adolescenti animatori, genitori e sacerdote condividono un pezzettino di strada consapevoli che possono trasmettersi vicendevolmente valori grandi, bellezza di vita e gusto di crescere. Come sono le giornate? Come delle “normali giornate” di vacanza?Niente affatto! Non ci prenderemmo la responsabilità di portare fuori di casa 80 ragazzini per fargli vivere qualcosa che troverebbero altrove... siamo molto più ambiziosi: desideriamo regalare loro un’esperienza da ricordare perché coraggiosa nella proposta. Con i ragazzi abbiamo sfidato le nostre capacità di resistenza e di tenuta “ad alte quote”: sia a livello fisico (abbiamo testato il loro allenamento a camminare in montagna), che a livello comunitario (i servizi di corvè, i laboratori, la raccolta della legna per il fuoco serale...), che a livello spirituale (le preghiere e la messa quotidiana, il momento penitenziale per gli amici di IV); abbiamo quindi tentato di arrivare là “dove osano le aquile” sperando che il profumo delle alte vette dia il gusto di imprese grandi anche durante l’anno oratoriano. Con gli animatori e le famiglie abbiamo provato a vivere insieme del tempo “gratuito”, non condizionato da obblighi particolari. Considerando la convivenza contemporanea di molteplici generazioni, è andata fin troppo bene! Abbiamo avuto il coraggio di dirci anche cose importanti e abbiamo provato a volerci bene.  Cosa è stata in conclusione l’esperienza di Macugnaga 2023? La riassumiamo con 3 direzioni: 1. verso l’alto. Non è vero che i ragazzi oggi hanno il prurito nei confronti del sacro o di tutto quello che “odora” di preghiera. Abbiamo avuto l’impressione che, se motivati, la proposta spirituale può essere vissuta con maggior intensità e serietà. Il loro è stato “un attestarsi verso l’alto” che ci fa ben sperare per l’inizio del nuovo anno. 2. verso l’altro. È stata esperienza anche di comunione intensa tra i ragazzi. Il nostro obiettivo dichiarato in partenza era quello di aiutarli a considerare che l’altro viene come un’occasione offerta per crescere, perché non ci sono tabù, ma solo doni di Dio per la vita di ciascuno. La fatica di rompere i soliti gruppetti di amicizie, di entrare in relazione con tutti, di aprirsi anche a quelli delle altre parrocchie della Comunità Pastorale, sono fatiche benedette dal Signore che ci fanno guardare al futuro, perché ci introducono in quella che sarà normalmente la vita dei nostri ragazzi. È una mentalità verso cui crescere. 3. verso il centro. Quello che maggiormente ci ha impressionato è stata la serietà con la quale, seppur piccoli, hanno cercato di dare un nome concreto a quel Dio che hanno tentato di conoscere a catechismo e di cui forse non hanno colto ancora i tratti più veri... si leggeva in loro il tentativo di diventare grandi oltre i soliti luoghi comuni. Ecco perché il titolo generale ai 4 giorni, parafrasando il racconto che li ha accompagnati giorno dopo giorno, abbiamo ritenuto significativo fosse: “Ti ho disegnato sul palmo della mano” ... sì, i nostri ragazzi hanno voglia di crescere bene! La comunità degli educatori che li ha accompagnati

Turno "0"... non una semplice vacanza!

Messaggio per la festa dell’oratorio La bella lampada

C’è una bella lampada nella cappella dell’oratorio. Forse l’hanno portata gli adolescenti dalla fiaccolata, forse è lì da diverso tempo e nessuno se ne è accorto, forse l’hanno costruita e decorata in estate i ragazzi del laboratorio di ceramica. È una bella lampada: colorata, panciuta. Contiene un bel po’ d’olio. C’è uno stoppino consistente. La bella lampada è spenta. Potrebbe far luce e diffondere allegria, ma è spenta. È un soprammobile. È inutile. Ogni giorno si accumula un po’ di polvere e sbiadiscono i suoi bei colori. Oggi però Sofia è stata incaricata di accenderla. Ha preso il fuoco dalla lampada rossa del Santissimo Sacramento e ha acceso la bella lampada dell’oratorio. Adesso arde una fiamma gagliarda e lieta, vivace e incantevole. Perché arde la lampada? Perché è stata accesa.La lampada è viva, è piena di vita, perché ha ricevuto il fuoco. Ecco perché siamo vivi: perché abbiamo ricevuto la vita. La vita è un dono. Chi vive, vive di una vita ricevuta. Noi riceviamo la vita da Gesù che è la vita del mondo. Non mi basta il lunedì Il lunedì è un giorno interessante. Spesso comincia di malumore al solo pensiero che si deve riprendere il ritmo dei giorni feriali tra viaggi, lezioni, le solite facce. Poi, spesso, finisce meglio di come sia cominciato: qualcosa è andato bene, gli amici sono stati carini, la mamma ha preparato la sua famosa pasta alla carbonara... Ma dopo il lunedì vengono gli altri giorni e ci sono momenti in cui la vita viene a noia. Non mi basta il lunedì. Ci vorrebbe un giorno che riveli la bellezza di tutti i giorni, ci vorrebbe una amicizia che renda possibile l’amicizia vera, ci vorrebbe una parola che confidi il significato di tutti i giorni della vita. «Ci vorrebbe la domenica», ha pensato Gesù. E il terzo giorno è risuscitato: così è nata la domenica. Perciò è irrinunciabile la messa della domenica, anche se molti cercano di farlo dimenticare organizzando partite, viaggi, shopping, dormite senza orario... è irrinunciabile la domenica e la messa della comunità, perché solo Gesù risorto può essere la Vita che dà senso alla vita e solo la domenica può essere il giorno che spiega come e perché vivere il lunedì (e tutti gli altri giorni). Quello che le fotografie non possono raccontare Per raccontare l’estate si organizza la serata delle fotografie. Scorrono sul telone le foto più originali: quelle dei giochi d’estate, quelle del campeggio, quelle di Lisbona e dintorni, quelle dei meeting organizzati per le sfide di decanato. Quelli che si riconoscono nelle foto hanno delle buone ragioni per ridere di gusto; le foto che ricordano momenti memorabili strappano gli applausi di tutti. Quelli che non c’erano chiedono agli amici di raccontare come è andata. Quello della gamba rotta è acclamato come una specie di eroe (anche se, in realtà, è stato solo sbadato!). Le foto scorrono e scorrono i giorni d’estate come un ricordo da archiviare. Ma ci sono momenti che le foto non possono raccontare. Non possono raccontare di quel momento in cui nell’adorazione della notte Gesù mi ha parlato con una parola amica che mi ha trafitto il cuore. Non possono raccontare di quella confessione a Lisbona: quando il prete sconosciuto mi ha liberato dal peccato che mi schiacciava e mi ha restituito alla limpida gioia di sentirmi chiamato a vivere, a vivere lieto, a vivere buono. Non possono raccontare di quella chiacchierata con una ragazza mai vista prima che nel momento magico di quella passeggiata mi ha insegnato a guardarmi con occhi nuovi. Le fotografie sono belle, ma non possono raccontare le cose più importanti: quello che il Signore scrive nei cuori, come l’amicizia incoraggi a vivere, come la vita diventi vita piena. Impariamo così che il dono della vita non è un documentario, non è una fotografia, ma l’incontro con chi può darci vita, con Gesù e con gli angeli che Gesù manda per rivelarci quanto grande sia il tesoro che è in noi e quanta gioia e quanto amore ne possano venire. Mario Delpini Arcivescovo di Milano

Messaggio per la festa dell’oratorio La bella lampada

L'arcivescovo parla ai nostri animatori

In mezzo alla confusione una rivelazione. La confusione, un mucchio di messaggi quelli che mando io, quelli che ricevo, un mucchio di rumori, di musiche, un mucchio di cose da fare e non so più da che parte andare e poi la confusione dentro di me, ma io chi sono, ma io cosa servo, ma io merito l'attenzione di qualcuno? La confusione intorno in casa, con tutti che gridano, vanno e vengono e la confusione nel mondo con i messaggi che mi stordiscono e la confusione dentro di me. Ecco in questa confusione passo vicino a un oratorio mi addentro e decido quest'anno di fare l'animatore, l'animatrice. In questa confusione io ricevo una rivelazione. Ecco ho imparato che sono capace di amare, sono capace di prendermi cura degli altri, sono capace di fare del bene. Nella confusione una rivelazione: sono capace di amare. E nell’oppressione dei miei complessi una rivelazione. Ciascuno di noi, anche tu hai dei complessi, non ti piaci, soprattutto se ti confronti con gli altri ti sembra di essere sempre indietro, inferiore: “ma io non sono bella come quella là”, “ma io non sono simpatico come quello là”, “ma io non sono così sciolto come quello là”, “Ecco io non valgo niente, io non sono capace di fare niente, io tutto quello che faccio è un disastro e i miei genitori si aspettano da me sempre delle cose che poi io non riesco a fare”. Ecco in questo complesso, in questa oppressione di questi sensi di inferiorità e di colpa, una rivelazione. Mi hanno chiamato per fare l'animatore, cioè qualcuno ha stima di me e mi ha chiamato e mi dà fiducia. In mezzo a tutti questi complessi che ci portano a sottovalutarci, una parola di stima dice: “vieni tu sei capace, vieni abbiamo bisogno di te, vieni ti affidiamo i ragazzi della tua squadra” e in mezzo alla precarietà una rivelazione. La precarietà dice: “ma oggi sono pieno di entusiasmo che bello vivere il giorno” dopo dice: “che schifo la vita ma io non ho voglia di fare niente!”. “Oggi sono pieno di amore e vorrei abbracciare tutto il mondo!” e il giorno dopo dico: “ma come sono antipatici tutti, ma io non li sopporto, ma io non posso più avere un rapporto senza litigare con mio fratello, con mia mamma o con il mio compagno di scuola”. In mezzo a questa precarietà una rivelazione. L'impegno che ti prendi dura perché sai che c'è qualcuno che si aspetta da te un servizio, una presenza, un sorriso. Ecco questo Samaritano, che non sappiamo da dove veniva e dove andasse, di cui non sappiamo niente. Secondo me era come un adolescente che passava nella strada della vita ed era confuso, non sapeva bene cosa stava succedendo, ha visto un poveraccio e se ne è preso cura e ha scoperto di essere capace di amare. Questo Samaritano era uno che siccome era un Samaritano si sentiva sempre giudicato, gli altri lo guardavano con un pregiudizio, lo disprezzavano. Ecco lì un Samaritano. Ma questo Samaritano ha visto un uomo ferito, se ne è preso cura, l'ha portato fino a un ricovero, si è preso cura di lui e ha sentito il bisogno dell'altro come una vocazione: “questo tale si fida di me, accetta le mie cure” e questo Samaritano era uno che andava in giro chissà a far che cosa, una volta era onesto, un'altra volta rubava, una volta voleva rispettare la legge di Dio, un'altra volta bestemmiava Dio, ma poi ha visto un uomo abbandonato al ciglio della strada e se n'è preso cura e ha capito che prendersi cura degli altri non è il capriccio di un giorno, non è uno slancio di generosità, ma un impegno che deve attraversare il tempo, che deve diventare vocazione. Gesù ha raccontato oggi questa parabola per noi, per dirci che nella confusione se noi ci dedichiamo a prenderci cura degli altri, comprendiamo di essere capaci di amare. Gesù dice: “Io ti chiamo con la voce di un poveraccio che ha bisogno di te” e noi scopriamo  che siamo autorizzati ad avere stima di noi stessi. Perché Gesù mi chiama per nome e in mezzo alla precarietà di un mondo che cambia, sempre noi ci rendiamo conto che la dedicazione a prenderci cura degli altri non ci può impegnare finché abbiamo voglia, ma finché gli altri si aspettano qualcosa da me lì sulla strada. C'è Gesù che un giorno ti dirà: “Avevo fame e mi hai dato da mangiare, ero malato e sei venuto a trovarmi, avevo bisogno di un conforto e mi hai confortato”.

L'arcivescovo parla ai nostri animatori

Vacanze comunitarie 2023: Passo del Gran San Bernardo

Al termine di queste due settimane di vacanze comunitarie con i ragazzi dei nostri oratori mi è tornato alla mente il titolo che il nostro arcivescovo ha scelto per una lettera pastorale di qualche anno fa: "La situazione è occasione".Come forse molti di voi sapranno, nell'organizzazione di queste vacanze abbiamo dovuto far fronte ad un serie di imprevisti e siamo stati obbligati a cambiare i nostri piani. Se inizialmente la nostra destinazione doveva essere una casa grande e spaziosa, ci siamo poi ritrovati accolti in una casa piccola e spartana. Se prima dovevamo alloggiare in un paese a 1.300 metri di altitudine, ci siamo poi ritrovati in un rifugio a 2.200 metri. All'inizio ci siamo sentiti spiazzati e disorientati, ma siamo riusciti a reagire consapevoli che la proposta educativa e di fede fosse più grande di ogni difficoltà organizzativa e gestionale. Abbiamo scelto di dare la parola agli educatori, giovani volontari, che hanno vissuto questa esperienza con i nostri ragazzi. Fin da subito sono rimasto colpito dalla serenità con cui i Preadolescenti hanno saputo accettare le complicazioni legate alla nostra nuova meta e questo ha dato la possibilità anche a noi Educatori di cambiare sguardo. I piccoli spazi disponibili ci hanno permesso una vita comunitaria più intensa; la distanza dalla città è stata occasione per apprezzare maggiormente la condivisione tra noi e per dare più valore agli incontri fortuiti durante le passeggiate, come quello con il proprietario di un negozietto al Passo Gran San Bernardo, che ci ha raccontato e mostrato la storia del passo stesso in tutti i suoi dettagli, dalla strada romana scavata nella roccia fino ai primi cani San Bernardo che hanno salvato le vite dei viaggiatori. L'entusiasmo dei ragazzi è stato sorprendente: non si sono fermati davanti a nessuna gita, hanno accolto ogni proposta di gioco e di riflessione e anche noi educatori ne siamo stati travolti, spinti a dare sempre di più. Dopo una settimana, ormai adattati a questo stile di vita, abbiamo dovuto fare i conti con vento, pioggia e grandine e anche i nostri Adolescenti ci hanno stupiti nel sapersi riadattare chiedendo a noi Educatori di reinventarci e uscire dai programmi. Il tempo che abbiamo dovuto vivere in casa è stata l'occasione per far cadere difese e insicurezze, con il crescere della fiducia crescevano anche dialoghi, domande e provocazioni. Le giornate di sole sono state accolte con gratitudine e ci hanno permesso di spingerci sempre più lontani con le nostre gite raggiungendo persino 2.700 metri di altitudine. Concludiamo questa esperienza con un ricordo grato verso tutti coloro che non si sono arresi, verso chi ha affrontato le difficoltà con serietà, ma sempre con il sorriso. Abbiamo dato tutti insieme una testimonianza di una comunità che si adopera per il bene dei più piccoli e questo è stato possibile per la situazione che si è creata. Non sapremo mai il motivo per cui ci siamo trovati in questo imprevisto. Don Michele

Vacanze comunitarie 2023: Passo del Gran San Bernardo

Oratorio Estivo 2023

Nel prossimo Oratorio estivo accompagneremo bambini e ragazzi a prendersi cura gli uni degli altri, da protagonisti, con un "Tu" che si mette in gioco, avendo come modello il Signore Gesù. Lui è il Buon Samaritano che si abbassa a fasciare le nostre ferite, si fa carico delle nostre sofferenze e dimostra il suo grande amore con sovrabbondanza. Ecco l'esempio che risponde alla domanda: "e chi è mio prossimo?". Di fronte a un modello così - al modello del dono per eccellenza - ciascuno si scoprirà di poter essere importante X l'altro, senza distinzioni... perché "mio prossimo" è chiunque incontro nel mio cammino, lo sono "Tutti"! TuXTutti! è quell'invito a farsi dono per gli altri secondo il comandamento dell'amore, giocato ed esercitato nelle calde giornate dell'Oratorio estivo, ma ancora di più nella cura che ciascuno imparerà a dare agli altri, nei gesti quotidiani della sua vita. I nostri oratori MaMi sono pronti anche quest’anno per una proposta completa e valida. Ci saranno diversi incontri e attività speciali che ci permetteranno di incontrare il nostro prossimo, sempre accompagnati dalla frenesia e creatività dei nostri animatori e dalla professionalità dei nostri educatori, coordinati dalle cooperative Pepita e Intrecci. Tutto questo è possibile grazie alla raccolta fondi Insieme Ingioco che ci permette di ampliare la proposta e di renderla sempre più avvincente e capace di toccare le necessità del tempo presente! L'Oratorio estivo 2023 desidera investire anche quest’anno sull'inclusione di ragazzi con disabilità: grazie anche al sostegno della Fondazione Comunitaria del Varesotto ci saranno figure professionali che lavoreranno fianco a fianco dei bambini e ragazzi con bisogni speciali.E, infine, accoglieremo i ragazzi che vivono in famiglie con fragilità economiche, secondo le indicazioni e le attenzioni che il Comune di Varese e la nostra Caritas ci daranno.  

Oratorio Estivo 2023