Entriamo nell’Avvento. La successione dei tempi liturgici si rivela provvidenziale in questo momento storico: di fronte alle tante paure che generano emozioni e preoccupazione in ognuno di noi – l’elenco delle fonti di questa paura si fa ormai lungo – l’Avvento cristiano si rivela come un dono inaspettato da custodire gelosamente, per la sua capacità di indicarci lo stile corretto per abitare questo cambiamento d’epoca, come ci ricorda Papa Francesco. Perché l’Avvento? Ricordo una meditazione di don Tonino Bello dove spiegava il senso di questo tempo liturgico: «Ricordiamo che Gesù è venuto sulla terra. Dio ha detto: “Basta! Non voglio stare così solo, voglio scendere a contatto con l'uomo”. Si è fatto uomo. Ha sposato una ragazza bellissima che è l'umanità. Dio si è innamorato di questa ragazza e le ha detto: “Ti voglio sposare”. E dinanzi alle resistenze della sua creatura: “Ma non ti preoccupare, ti purifico io. Anche se hai delle macchie sul volto, te le tolgo io. Anche quando sarai molto grande, e vecchia, appesantita dagli anni e dal peccato, ogni giorno verrò a toglierti una macchia e una ruga dal volto; ogni giorno diventerai più giovane, ti farò splendente, gli occhi tuoi saranno più profondi delle notti d'inverno”. Ci vuole bene il Signore, da morire! Nell'Avvento si ricorda tutto questo. Gesù è venuto e non si è stancato di venire. Gesù viene anche adesso. Ogni giorno. Viene nella comunità. È presente in mezzo a noi tutte le volte che ci uniamo in nome suo. Perciò la domenica facciamo in modo di non mancare alla sua chiamata, perché vuol dirci che ci vuole bene e basta. Non vuole niente da noi. Vuole soltanto dare tutto l'amore che porta nel cuore. Per questo non vi preoccupate del fatto che se non venite a messa fate peccato, ma preoccupatevi perché vi sottraete a un flusso di grande amore». L’avvento 2021 si colloca nello speciale anno dedicato alla famiglia. Questo motivo mi permette di suggerire un atteggiamento significativo con il quale entrarci: accogliere e generare amore. L’Avvento ci racconta e ci ricorda proprio queste due azioni, questi due atteggiamenti. Sono gli atteggiamenti di Dio, innamorato perso di noi, dell’umanità; sono gli atteggiamenti di Maria, colei che con la sua fede ha consentito che il Figlio di Dio abitasse la nostra storia e ci rivelasse il volto di Dio come suo e nostro Padre. Accogliere e generare amore. Sono questi gli atteggiamenti migliori grazie ai quali affrontare il futuro che ci attende. Abbiamo bisogno che l’Avvento diventi lo stile dei cristiani, e poi di tutti gli uomini, per esorcizzare quella violenza che tutti temiamo ma che contribuiamo a gonfiare proprio con le nostre paure. Abbiamo bisogno dell’Avvento perché è il totalmente nuovo, il futuro che viene come mutamento imprevedibile, il sopraggiungere gaudioso e repentino di ciò che non si aveva neppure il coraggio di attendere.In un canto che viene eseguito nelle nostre chiese e che è tratto dai salmi si dice: “Grandi cose ha fatto il Signore per noi: ha fatto germogliare i fiori tra le rocce!”. Ecco, “adventus” è questo germogliare dei fiori carichi di rugiada tra le rocce del deserto battute dal sole meridiano. Promuovere l'avvento, allora, è optare per l'inedito, accogliere la diversità come gemma di un fiore nuovo. Cantare, accennandolo appena, il ritornello di una canzone che non è stata ancora scritta ma che, si sa, rimarrà per sempre in testa all’hit-parade della storia. “Ecco come è avvenuta la nascita di Gesù”: per promuovere l'avvento, Dio è partito dal futuro. Buona attesa a tutti. Don Giampietro
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“Stavamo pensando di continuare questa «abitudine» di incontrarci alle 6.30 (incontri di Quaresima) anche durante l’anno, con una Santa Messa feriale”. Quando mi hai inviato questo messaggio, attraverso la voce di don Peppino, non pensavo ti stessi rivolgendo veramente a me. Mi conosci da tempo e sai quanto, sin dalla giovane età, non abbia mai amato la fioca luce del mattino, preferendole il crepuscolo della sera. E poi, siamo sinceri, un conto sono gli incontri di Quaresima, che hanno un inizio e una fine certi; un altro è prendere un impegno più assiduo e continuativo (Tu sai, avendoci creato, quanto noi esseri umani si sia restii agli impegni a «lungo termine»). Ma con l’età le abitudini cambiano e, tutto sommato, quell’invito non era poi così fuori luogo (... e così inaspettato). E così, messe da parte le scuse (lavoro, famiglia, figli, sonno arretrato), ho cominciato ad esserci, un martedì dopo l’altro; magari non proprio tutti, vuoi per una sveglia non puntata, vuoi per un ritorno di pigrizia giovanile ...ho cominciato ad esserci perché questo appuntamento con te sta diventando importante e necessario. Non dico che l’incontro che abbiamo ogni domenica, nel tuo giorno, non sia importante.Dico solo che questo è differente perché rispetto a quella abitudine festosa della domenica, in cui, alla fine, si ha anche il tempo di fermarsi a parlare con calma sul sagrato, il martedì è ormai una consuetudine da vivere con molte altre persone, amici, conoscenti e non (ancora) conosciuti, che si trovano in chiesa a Bobbiate semplicemente per condividerTi con me; che entrano salutandosi con un semplice sguardo, “celebrano” l’Eucaristia in una atmosfera intima, ed escono nel silenzio ... ... in “quell’inconcepibile silenzio in cui parli Tu”. Anonimo del martedì mattina PS: (per chi volesse partecipare) ... alle 7 (massimo 7.05 quando capita una Festa importante) ci stiamo già incamminando verso casa o al lavoro! ?
È arrivato finalmente anche il nostro momento di festa che dà l’avvio al nuovo anno pastorale. Rispetto allo scorso anno possiamo celebrarla più sereni anche se sempre in obbedienza alle molteplici prescrizioni ministeriali ed ecclesiali.Avverto in giro una gran voglia di festa, di vivere qualche momento assieme ad altri, di ritrovare amici e provare a vivere con gioia qualche ora del nostro tempo. Auspico proprio che la nostra festa degli “Amìis di Àsan” possa assolvere a tutte queste attese. Come parroco responsabile della Comunità Pastorale cosa chiedo a questa festa patronale 2021? 1. La gratuità nell’offrirsi alla Chiesa. Mentre imparo a conoscervi sempre meglio riparto convinto che ogni persona sia insostituibile, colma uno spazio vuoto che nessun altro prenderà. Se decidiamo di restare in disparte nessuno ci sostituisce, mancherà sempre il dono che come persone siamo. Riscopriamo in questa considerazione la bellezza della nostra presenza gratuita nella comunità cristiana. Nella Chiesa si impara ad offrire anche quel che non si ha, a mettere a disposizione anche ciò che non basta neppure per noi. Questa gratuità non aspetta che tutto funzioni, ma ha gratitudine del poco che possiede; perché ciò che conta non è mai un segno straordinario, ma autentico e discreto. 2. Il quotidiano: il punto di partenza da riscoprire e con cui fare pace. Spesso viviamo tutti come ad una finestra, guardando passare le nostre giornate piene con una desolante sensazione di vuoto. Il quotidiano è fatto di imprevedibile e di salto nella sorpresa. La più grande delle grazie è riuscire a vedere le cose della quotidianità dalla parte di Dio e sentire che ogni giornata è preparata per noi, senza esserci nulla di troppo e nulla di non abbastanza, nulla di indifferente o di inutile. In questo nuovo anno chiederei a tutti noi di smettere di trattare la nostra giornata come un foglio di agenda, senza attenzione, senza vedere in ciò che succede un'occasione. Impariamo a trasformare ogni cosa, ogni vicino, ogni stagione in un’occasione. Spesso viviamo bene le piccole speranze senza collocarle in una speranza vera, non sappiamo mettere le piccole gioie in una più grande gioia. 3. La fraternità vera. Fraternità è il porsi di fronte all'altro, alle sue fatiche, ai suoi problemi, ai suoi ideali e camminare un po' con lui verso un reciproco accrescimento di vita. Mi impressiona considerare come nella comunità di Gesù non ci sono gli undici più Giuda, ma i dodici con Giuda per ricordarci che siamo segnati ogni volta dal limite che siamo, siamo tutti un tentativo di ricreare, una trasformazione in atto e ciascuno si deve convincere che il suo compito non è quello di conquistare Dio, ma di lasciarsi trovare. Siamo diversi in temperamento e mentalità, non ci sono nè perfetti, nè eroi, nè puri. Una fraternità richiede modestia, discrezione, riconoscenza per il valore che ognuno ha dentro. Non ci devono essere possessori della verità ma cercatori. Richiede che i responsabili siano al servizio degli altri e che la grandezza di una persona non si misuri su ciò che è evidente, ma nascosto. Ripartiamo allora ... Arriveremo a luglio alla meta diventati più Chiesa e anche più uomini, uomini convinti che il meglio non è alle nostre spalle, ma è ancora davanti a noi e che quella Chiesa in cui viviamo ha i lineamenti e l'espressione del nostro volto. "Entra, ti aspettavamo da tempo", questo vorrei sentisse ogni persona che passa da noi, offrendogli l'attenzione del cuore, come ad un figlio stanco a cui non cerchi tanto di fare il bene ma di volergli bene! Con tanto desiderio di incontrarvi Don Giampietro
Il senso generale dell’incontro è stato fare in modo che ciascuno di noi si senta pietra viva per la costruzione della comunità: “dobbiamo sentirci pietre vive della comunità e non farci spingere, se ognuno dà il suo contributo particolare ci arricchiamo tutti”.Costruire il regno deve essere motivo di gioia e non un peso: “l’arcivescovo vorrebbe che quest’anno le comunità valorizzassero la grazia e la responsabilità di essere chiesa; contribuire alla costruzione della comunità deve diventare motivo di gioia, una grazia, e non un peso”. “E’ fondamentale partire da un pensiero di gratitudine e c’è un forte rischio per la comunità di sentirsi vinti dall’indifferenza che ci circonda. Un’indicazione importante è guardare all’amore gratuito del Signore e prendere esempio da lui. Bisogna abituarsi ad avere un pensiero ricco e preparare il terreno prima di cominciare. Non è cosa semplice, soprattutto tra i giovani, custodire il patrimonio della solidarietà, la gioia dovrebbe essere un habitus”. Certo il compito di costruire comporta responsabilità e non può essere frutto di facile spontaneismo. Perciò il Consiglio Pastorale pensa a un cammino di formazione coniugato in tre commissioni di lavoro: 1) la formazione degli adulti 2) il mondo oratorio 3) la liturgia. Una attenzione particolare verrà posta sulla famiglia, anche per sottolineare il 5° anniversario della pubblicazione dell’Amoris Laetitia e la ricorrenza della Giornata mondiale della famiglia. Le tre commissioni si sono costituite alla fine del Consiglio e hanno cominciato a lavorare. Sempre nell’ottica della formazione il Consiglio ha definito i prossimi incontri di formazione adulti: 14/10: Gli amici di Gesù: un difficile cammino di consapevolezza.21/10: “Mi hanno odiato senza ragione”: resilienti dentro il mondo e le contraddizioni. 04/11: “Lo spirito vi guiderà”: imparare un modo diverso di stare al mondo.11/11: “Ti chiedo che tu li tolga dal mondo, ma...” I desideri di Cristo e la vita eterna. E se qualcuno potrebbe pensare che questa responsabilità sia troppo “pesante” e talvolta ci sembra di essere sballottati dentro un gigantesco frullatore, ascoltiamo la testimonianza di chi ha vissuto questa situazione: “Quanto impegna preparare le feste della parrocchia, dove i giorni precedenti l’inizio ti senti come dentro un frullatore per la quantità di cose da fare, ma si forma anche un ambiente famigliare. Se sei unito nel tuo cuore a quello che ti accade, ti senti molto più lieto a prescindere da quello che accade”. Quindi predisponiamoci a costruire l’edificio della comunità. Con gioia, senza la sensazione opprimente di un peso da portare, senza la sensazione di essere soli, ma inseriti in un circuito di formazione.
Lunedì 11 Ottobre 6.30 a Bobbiate: S. Messa per i lavoratori 8.30 a Masnago, Avigno, Capolago, Velate: S. Messa con esposizione e adorazione fino alle ore 10.00 17.30 a Bobbiate: S. Messa con esposizione e adorazione fino alle ore 19.00 20.30 a Lissago: Preghiera guidata e adorazione silenziosa (Catechiste) Lunedì 11 Ottobre Martedì 12 Ottobre 6.30 a Bobbiate: S. Messa per i lavoratori 8.30 a Masnago, Avigno, Calcinate, Velate: S. Messa con esposizione e adorazione fino alle ore 10.00 20.30 a Lissago: Preghiera guidata e adorazione silenziosa (Consiglieri CAEP e CP) Mercoledì 13 Ottobre 6.30 a Bobbiate: S. Messa per i lavoratori 8.30 a Masnago, Bobbiate: S. Messa con esposizione e adorazione fino alle ore 10.00 17.30 a San Cassiano, Capolago, Lissago: S. Messa con esposizione e adorazione fino alle ore 19.00 20.30 a Lissago: Preghiera guidata e adorazione silenziosa (Caritas) Mercoledì 13 Ottobre Giovedì 14 Ottobre 6.30 a Bobbiate: S. Messa per i lavoratori 8.30 a Masnago, Avigno e Bobbiate: S. Messa con esposizione e adorazione fino alle ore 10.00 17.30 a Cartabbia, Calcinate: S. Messa con esposizione e adorazione fino alle ore 19.00 20.30 a Lissago: Preghiera guidata e adorazione silenziosa (Gruppo Liturgico) Venerdì 15 Ottobre 6.30 a Bobbiate: S. Messa per i lavoratori 8.30 a Masnago, Avigno e Lissago: S. Messa con esposizione e adorazione fino alle ore 10.00 17.30 a Bobbiate e Velate: S. Messa con esposizione e adorazione fino alle ore 19.00 20.30 a Lissago: Preghiera guidata e adorazione silenziosa (Giovani e Oratori) Venerdì 15 Ottobre Sabato 16 Ottobre 16.30 a Masnago e Bobbiate: Adorazione fino all’orario Messa Domenica 17 Ottobre Nelle messe centrali conclusione delle giornate con benedizione eucaristica solenne Domenica 17 Ottobre
La nostra comunità pastorale ha intenzione di offrire, quest’anno, una serie notevole di percorsi di formazione per persone adulte.Mi torna spesso in mente l’intuizione di Madeleine Delbel: “Se vai in capo al mondo troverai tracce di dio; se entri nel profondo di te stesso troverai Dio in persona”. Occorre inseguire ciò che serve a dare qualità alla nostra esistenza. Vivere bene è diventare capaci di rispondere positivamente al mistero dell’Assoluto che ci avvolge e ci illumina. Non dobbiamo mai rinunciare a porci le domande cruciali della vita, a saper stare dentro la gioia, ma anche l’inquietudine interiore. E’ necessario e bello pensare insieme. Avendo ben presente le indicazioni della comunità pastorale, vi presento, d’accordo con don Giampietro e la diaconia, queste tre opportunità di riflessione e di preghiera. I lunedì della Parola. Ogni lunedì sera (ore 21-22) presso la Villa Cagnola di Gazzada si prega insieme sul testo di Vangelo della domenica seguente.Il testo della riflessione viene spedito, il martedì pomeriggio, agli indirizzi e-mail delle persone che richiedono questo sussidio. Ritiri adulti. Sempre a Villa Cagnola, c’è l’opportunità di partecipare, quando si può e quando si desidera, nel pomeriggio di una domenica ogni mese, ad una riflessione, un momento di silenzio ed un dialogo sul tema: “Le dieci parole” (i 10 comandamenti). Un mercoledì ogni mese c’è l’opportunità di un tempo prolungato di ascolto, di silenzio, di preghiera, presso il Monastero di Bose. Per conoscere meglio queste opportunità ci si può riferire a me (tel. 3474552754 oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) Fraternamente, Don Peppino
Il prossimo weekend presso l'Oratorio a Velate, in piazza S. Stefano, si svolgerà il 1° memorial in ricordo di Gianfranco Gilardi. Il Corpo musicale Edelweiss, l'A.s.d torre di Velate, gli Amici dell'Oratorio insieme al Circlo familiare vi invitano a partecipare alla Castagnata Velatese! Due giorni di festa accompagnati da un ricco banco gastronomico e soprattutto dalle castagne: si inizia sabato 16 alle ore 19:30 e si concluderà la domenica a pranzo. Per informazioni rispetto alle prenotazioni consultare la locandina o compilare il form cliccando il bottone sottostante Vi aspettiamo! :) PRENOTA
Come di consuetudine, arrivato l'autunno, la parrocchia di Avigno festeggia insieme a tutta la Comunità!Quest'anno la 25° edizione della Festa d'Autunno è organizzata nel weekend del 2 e 3 Ottobre. Due giorni all'insegna di piatti tipici autunalli e momenti di convivialità, sempre il tutto nel rispetto dei protocolli dettati dalle normative anticontagio da Covid-19. Cena Valtellinese + #AvignoFest Seguici su FB Seguici su IG Programma della Festa Sabato 2 Ottobre 19:30_ Cena Valtellinese (tavoli su prenotazione*) e banco gastronomico aperto per panini e patatine (senza prenotazione) 22:00_ Falò con vin brulè e tè caldo Sabato 2 Ottobre Domenica 3 Ottobre 11:00_ Santa Messa 12:00_ Pranzo con piatti tipici autunnali, taoli e asporto su prenotazione* 14:00 Castagne per tutti! (fino ad esaurimento)14:00_ Giochi per Bambini PRENOTA un POSTO L'evento seguirà i protocolli dettati dalle normative anti contagio da Covid-19. Il programma potrebbe subire variazioni per potersi adeguare ad eventuali nuove restrizioni. Per partecipare ad alcuni eventi e/o accedere ad alcune aree (tavoli all'interno) SARÀ RICHIESTO IL GREEN PASS. Invita i tuoi amici alla nostra Festa! Condividi l'articolo :)
Chiudiamo un attimo gli occhi... immaginiamo di essere in alta montagna, nel bel mezzo di una pineta o presso la riva di un lago alpino alle pendici di un ghiacciaio che si riflette nelle sue acque, oppure ancora nel cuore di un alpeggio, uno di quelli che si trovano proprio al di fuori delle normali vie pedonali, che profumano di fiori, animali, legna, formaggi stagionati, pentolacce di rame al fuoco... ed ora, fate un bel respiro... che aria entra nei vostri polmoni? Ecco questa è proprio la sensazione che vorremmo farvi provare con il palio delle contrade di Masnago 2021: qualcosa di mai sperimentato in questi mesi di pandemia... la speranza di rinascere come comunità cristiana, civile e familiare... una sensazione che avvertiamo come piacevolmente nuova in questi ultimi tempi. Dal Palio di Masnago vuole partire un messaggio di speranza per tutte le altre 7 parrocchie della nostra Comunità Pastorale. Abbiamo voluto proporre quest’anno al Palio il tema della speranza perché noi cristiani siamo portatori di un “novum” che non solo gli altri non hanno, ma di cui tutti abbiamo bisogno di ripartire. E questa novità sta proprio nell’audacia di pensare al nostro domani, anche a costo di rasentare l’utopia, dove “utopia” significa sogno, di cose quasi irrealizzabili. Don Tonino Bello ai giovani di A.C. della Diocesi di Lecce nel gennaio 1993 diceva: “Vi auguro che possiate essere sognatori. Vedete: il mondo non va male perché ci sono troppi che sognano, ma va male perché sono troppo pochi i sognatori”. Cosa significa per noi ripartire “da sognatori” per essere portatori di speranza? Dalla nostalgia entusiastica al senso ultimo delle cose. Dopo più di un anno di pandemia è facile cadere nella tentazione di pensare che “è stato tutto un incubo” e che ora ripartiamo riprendendo da dove ci eravamo interrotti. Noi vogliamo proporci la speranza aiutandoci ad accettare il provvisorio della vita che stiamo attraversando dicendoci però che intendiamo scommetterci la vita sul senso ultimo della storia che è Gesù. La capacità che ha il Vangelo di offrire una promessa di senso deve esprimersi in chi la annuncia, nella vita di chi si fa portatore dell’annuncio. Dal punto esclamativo al punto interrogativo della vita. Qualcuno si è fermato solo alla crudezza del presente mettendovi un tristissimo punto esclamativo, che blocca ogni prospettiva; oppure sta provando ad evadere dal suo presente triste sognando tempi futuri fantastici che si augura arriveranno. Con il Palio 2021 noi invece vogliamo veicolare al punto interrogativo che è fecondo e crea perché per evangelizzare e far crescere nella fede bisogna lasciarsi continuamente interrogare dal Vangelo e interrogarlo a nostra volta. Se la Chiesa fosse solo il luogo delle nostre certezze, sarebbe poca cosa; è invece il luogo dove si annunciano e vivono le certezze di Dio. Dalla rassegnazione alla cura dei rapporti veri. Non ci vogliamo accontentare di compensare come meglio siamo capaci ciò che abbiamo perso e che non ritroveremo più. Intendiamo invece fare comunità vera di persone vere con rapporti veri. Con il palio 2021 ritroviamo la bellezza e il gusto di curare i rapporti tra le persone. Dopo la festa di Velate in cui ci è stato chiesto di condividere un gesto d’amore, anche il Palio di Masnago non vogliamo che risulti semplicemente la festa di una delle 8 parrocchie della nostra Comunità Pastorale ma ci auguriamo che per tutti possa diventare l’occasione di una ripartenza tanto attesa e desiderata, perché ci rifiutiamo fermamente di assurgere al ruolo di depositari dello status quo, di limitarci ad essere i notai della realtà ... vogliamo invece essere i profeti del cambiamento... Che profumo nell’aria quest’anno... c’è un inizio di speranza! Con tanto desiderio di incontrarvi don Giampietro
Siamo giunti anche quest’anno al nostro tradizionale appuntamento con la settimana eucaristica. Quest’anno, in diaconia, abbiamo deciso di rivederne l’impostazione per renderla il più possibile “partecipata” da tutti e trasformarla in un’occasione per mettersi “a tu per tu” davanti al Signore in maniera silenziosa senza venire troppo investiti da parole e riflessioni. A me preme allora approfittare di questo spazio che mi è concesso per rimarcare la eccezionale occasione che viene offerta di un’adorazione prolungata. E lo faccio ripresentando alcuni “punti fermi” circa il valore dell’Eucaristia. 1. LA COMUNIONE CHE FONDA LA CHIESA La Chiesa nasce da questo avvenimento misterioso: degli uomini vengono resi partecipi, vengono misteriosamente coinvolti, nel sacrificio di Cristo. Questo è qualcosa di realmente stupendo, se ci pensiamo bene. I discepoli nel cenacolo, quei discepoli che poi se la sarebbero data a gambe in un modo o nell’altro, vengono comunque preventivamente resi partecipi di questo evento che sconvolge tutto il creato: l’uomo è liberato dalla schiavitù del peccato, e si riconquista come libertà che nell’affidamento a Dio può realizzarsi per sempre. 2. EUCARISTIA: ANTIDOTO ANTI-DISGREGANTE L’Eucaristia è quindi l’antidoto contro la logica contemporanea della disgregazione. Quante divisioni sperimentiamo negli ambienti in cui viviamo. Quante disgregazioni anche tra noi cristiani. E queste disgregazioni sono sotto gli occhi di tutti. Proprio per questo abbiamo il dovere di creare una unità, non finta: sarebbe un’illusione che verrebbe smascherata troppo facilmente. Abbiamo il compito improrogabile di essere fedeli a quel patto che abbiamo stretto nella comunione con Gesù. E il patto è proprio questo: “la comunione intima che c’è con Te Gesù sia quella che realizzo con il mio prossimo”.L’Eucaristia richiede quindi la conversione del cuore, ma allo stesso tempo con la forza e con la grazia che si sprigiona da questo sacramento, accompagna questa conversione. Ricevere l’Eucaristia mi ricorda che la felicità vera viene dall’unione intima con un Altro (che è Gesù) che mi realizza come uomo salvandomi, che la felicità per sempre non la posso guadagnare da solo. Ricevere l’Eucaristia significa allora essere fedeli al comandamento della comunione. 3. STUPORE – GRATITUDINE E MISTERO EUCARISTICO Oggi l’uomo fatica a provare un atteggiamento di stupore davanti alle cose che accadano. Sembra che dentro di noi ci sia qualche cosa, una sorta di vaccinazione, che ci fa trovare pronti e preparati di fronte a qualsiasi cosa accada. Non abbiamo più il coraggio di provare lo stupore che nasce dalla contemplazione di un dono totalmente gratuito e inaspettato. Questo atteggiamento di “vaccinazione”, e forse di abitudinarietà, lo proviamo anche dinanzi all’Eucaristia.Vorrei che il nostro cuore, per la grazia dello Spirito che invochiamo anche questa settimana con insistenza, il nostro cuore diventasse finalmente quel cuore evangelico, quel cuore da bambino, capace di rimanere stupito, in silenzio, a bocca aperta di fronte a un fatto inaspettato: il mio Dio non solo si è fatto carne, ma ha consegnato questo suo corpo, crocifisso e risorto, in un tozzo di pane e in un calice di vino, perché ogni credente possa entrare in comunione con lui. 4. COMUNIONE E RESPONSABILITÀ DEL CRISTIANO Nella comunione eucaristia si ripropone la scena evangelica in cui Gesù comanda al suo interlocutore: “va e fai lo stesso”. La responsabilità del Cristiano che ha comunicato all’Eucaristia è quella di non vergognarsi di mostrare agli altri il suo volto gioioso, grato, stupito. Un gaudio, una gratitudine e uno stupore che nascono dall’avere contemplato e assaporato il mistero della fede, la redenzione che si fa cibo nel pane e nel vino consacrato. Una forma “nuova” per una comunità “nuova” che vuole essere una Chiesa “nuova” ... vi aspetto! Don Giampietro
Lettera alla Città è una libera aggregazione di cristiani rappresentanti di parrocchie, associazioni e movimenti ecclesiali operanti nella città, che dal 2017 si confronta con le istituzioni cittadine ed i vari soggetti che a diverso titolo e motivo cercano di costruire il “bene comune”, e che dunque oggi guardano alle prossime elezioni amministrative come occasione propizia per lavorare insieme al futuro di Varese. Tre sono le aree su cui abbiamo sin qui focalizzato la nostra attenzione: educazione, lavoro, accoglienza. Non abbiamo la pretesa di risolvere i problemi, ma vogliamo promuovere la consapevolezza e la partecipazione dei cittadini, veri attivatori di iniziative sussidiarie e solidali di risposta ai bisogni. Invitiamo tutti i candidati sindaco, ad un momento di dialogo e di confronto per il giorno 24/09/2021, alle ore 18.30, che si svolgerà attraverso una piattaforma online per consentire la massima partecipazione di cittadini, considerate le restrizioni di spazi fruibili dovute a pandemia. Vorremmo fosse un’occasione di lavoro insieme. Porremo delle domande sulle tre aree indicate e chiederemo delle risposte concrete, alla luce della visione politica di ogni candidato nonché indicazioni su quali azioni amministrative ne conseguono. Non sarà un dibattito tra candidati, ma tra la città e i candidati. Vogliamo così aiutarci ed aiutare i varesini a capire meglio cosa credono, sperano, desiderano i candidati e come pensano di dare risposta alle questioni da noi poste. Lettera alla Città Tematiche da svolgere a) LA SFIDA EDUCATIVA Educazione per noi non significa solo formazione (tecnica, scientifica, ecc.), ma “educare la persona”. Il tema ci interessa perché abbiamo a cuore l’uomo, la crescita armonica e integrale della persona, la formazione della coscienza di sé che si sviluppa nell’apertura alla realtà e al suo significato: un lavoro senza pregiudizi ma guidato dai criteri che si imparano grazie alle relazioni personali costitutive (prima di tutto la famiglia) e che si educano e si rafforzano con le altre relazioni sociali che la persona vive e incontra. L’educazione parte dalla famiglia, non la deve escludere, piuttosto si deve sviluppare in sintonia con essa. Sostenere il bene della famiglia costruisce la società del presente e del futuro perché la famiglia è la prima fondamentale risorsa per affrontare in modo critico e costruttivo problemi umani e sociali sempre più diffusi, come la solitudine (non solo degli anziani ma anche dei giovani), la crisi demografica, l’abbandono scolastico e la crisi educativa, la mancanza di senso della vita. Il progetto educativo/scolastico offerto da numerose realtà presenti in città spesso si scontra con la burocrazia e con ideologie che non mirano all’educazione della persona. Diverse esperienze educative in città raccontano di un metodo che partendo da un’attenzione alla persona (bambino, ragazzo, giovane) ed alle sue vere e profonde esigenze, arriva anche a ottenere elevati risultati scolastici e bassi indici di abbandono. Siamo convinti che la libertà di educazione sia un diritto fondamentale e si realizza pienamente solo attuando una reale parità scolastica. b) LAVORO Il lavoro è la fondamentale espressione dell’uomo, della sua dignità, del suo intraprendere il confronto con la realtà, del suo ricercare risposte ai bisogni concreti, del suo costruire legame sociale. Per un verso il lavoro manca o è precario, non remunerato e tutelato in modo adeguato, dall’altro spesso mancano lavoratori idonei alle richieste delle imprese, ed è evidente l’esigenza di una riqualificazione delle competenze professionali di fronte ai cambiamenti prodotti dalla digitalizzazione e dall’automazione. Gli strumenti di politiche attive del lavoro concentrate nella funzione pubblica non hanno dato i frutti sperati e godono di poca fiducia. Le reti sono essenziali ma gli esempi sono sporadici e fragili. Trovare una occupazione è un lavoro che richiede consapevolezza, autovalutazione, dialogo e relazioni, risorse di cui non tutti i lavoratori sono dotati allo stesso modo. La rete trai i servizi territoriali e le agenzie per il lavoro pubbliche e private, le imprese, il terzo settore, è fondamentale per accompagnare della persona e favorire l’incontro tra domanda e offerta, ma prima ancora è fondamentale un approccio alla persona nella sua globalità. Inoltre Varese non pare essere più una realtà di richiamo per le imprese, non solo manifatturiere, ma anche del terziario e dell’agricoltura, mentre l’eccesso di vincoli burocratici e la carenza di incentivi deprime l’attrattività del territorio per gli investimenti e l’intrapresa, soprattutto dei giovani. c) ACCOGLIENZA MIGRANTI E CURA DELLE FRAGILITA' (povertà, malattia, disabilità ecc.) L’attenzione, la disponibilità, l’offerta di servizi e di aiuti per le persone più fragili e povere, per gli ammalati, gli anziani, i disabili, i migranti sono il segno della realizzazione di una città più umana, accogliente e solidale, aperta. Spesso le persone bisognose di cure, accoglienza, sostegno sono abbandonate a loro stesse, così come i parenti, gli amici che si prendono cura di loro e le realtà presenti in città che cercano di offrire la loro solidarietà e il loro aiuto alle persone bisognose. Accoglienza non significa solo rispondere ai bisogni primari come cibo e casa, ma richiedono conoscenza dei fenomeni e creazione di reali opportunità di inserimento nella vita economica e sociale della città. Solitudini e bisogni si sono acuite con l’emergenza sanitaria portata dalla pandemia e da tutto ciò che ne è conseguito anche sul funzionamento dei servizi sociali, la rete delle cure intermedie e la medicina di territorio. d) CITTÀ LUOGO DELL’AMICIZIA CIVICA La città deve essere luogo di confronto e collaborazione responsabile tra diverse esperienze che vogliono costruire un ambiente di convivenza sociale più accogliente, inclusiva e favorevole alla piena realizzazione di ciascuna persona. Quindi non città dormitorio o città di individui soli, ma città delle relazioni umane e sociali. Le scelte dell’amministrazione locale hanno grande influenza e discrezionalità su questi temi e ciò ha notevoli ripercussioni sulla vivibilità della città: Edilizia -> Case -> abitazioni -> famiglie Mobilità -> trasporti, strade -> lavoro, scuola Urbanistica -> servizi infrastrutturali, piani di sviluppo, tessuto urbano -> integrazione centro / periferie -> relazioni sociali Locandina +
Le Associazioni, i Gruppi e i Movimenti ecclesiali facenti parte del Coordinamento della Diocesi Ambrosiana desiderano proporre a tutti un contributo condiviso per la città e per l'impegno politico dei cittadini in vista delle elezioni amministrative del prossimo autunno, in un momento storico così critico. (...) Questi mesi segnati dalla pandemia sono stati decisivi per decretare il fallimento dell’individualismo e riconoscere l’evidenza che ‘ci si può salvare solo insieme’ (Papa Francesco, 27 marzo 2020): da qui deriva l’importanza, spesso dimenticata, di una politica competente, capace di una visione lungimirante e non sottomessa alla tecnocrazia, agli interessi economici o alla mediaticità effimera; una politica che sia al servizio della persona e delle sue relazioni (...). In questo momento, dinanzi all’isolamento imposto dal diffondersi del virus, è necessario prendersi cura dei legami comunitari che nascono e vivono a partire dalle città e dai Comuni. Per questo riteniamo che le prossime elezioni amministrative non siano soltanto un momento di rinnovo delle istituzioni, ma l’occasione per pensare insieme il futuro delle nostre comunità. (...) Riteniamo fondamentale rinnovare l’alleanza tra le diverse realtà, pubbliche e private, che animano e governano le comunità cittadine. E’ questo il momento in cui possiamo sperimentare, proprio a partire dai Comuni, una comunità politica più solidale e fraterna, capace di dare voce e valorizzare il pluralismo sociale di cui è ricco il nostro territorio. A questo scopo di seguito indichiamo alcuni spunti di riflessione e lavoro, in alcun modo esaustivi, su tematiche che riteniamo prioritarie di competenza delle amministrazioni comunali. Lavoro, solidarietà e sviluppo sostenibile L’emergenza occupazionale e la necessaria riqualificazione delle competenze professionali di fronte ai rapidi cambiamenti in atto, accelerati drasticamente dalla pandemia, sono il problema principale non solo per la ripresa economica ma per ridare dignità alla persona, per cui i soli sussidi non possono essere una risposta né esauriente né efficace. Nell’attività dei servizi e dell’assistenza sociale, i Comuni vengono a diretto contatto con i bisogni delle persone più emarginate e disagiate: la sfida vera è guardare non solo al singolo bisogno ma alla persona tutta intera, ove spesso il problema del lavoro è centrale e causa degli altri. Da questo punto di vista, i servizi municipali possono fare rete tra loro, col mondo delle imprese e della cooperazione, con le agenzie per il lavoro e col volontariato sociale, sia per favorire l’accompagnamento della persona e l’incontro tra domanda e offerta, sia finanziando percorsi di riqualificazione professionale così necessari nel ridisegno occupazionale in corso tra i diversi settori d’impresa. (...) Il tempo post pandemico dovrà anche rivelarsi una grande opportunità per realizzare buone prassi di ecologia integrale che tengano insieme buona occupazione e cura della casa comune. Il grande piano di investimenti Next Generation EU deve concretizzarsi nel nostro territorio in opere fortemente contrassegnate da uno sviluppo sostenibile in ottica di economia circolare: dalle infrastrutture per un trasporto pubblico senza emissioni all’efficientamento energetico degli edifici, dalla riduzione degli sprechi alimentari ad un maggiore riciclo virtuoso dei rifiuti, ad un miglioramento nell’utilizzo delle acque potabili e reflue. Welfare di comunità, salute e accoglienza La dura lezione della pandemia è che non basta avere ospedali di eccellenza per assicurare salute a tutti i cittadini. E’ necessario in particolare ripensare il rapporto tra sanitario e sociale a tutti i livelli: le due dimensioni non sono indipendenti, ma in continuo dialogo e inscindibili soprattutto nell’ambito della fragilità. Questo significa anche potenziare e incrementare i presidi medico sanitari di territorio, favorendo anche i percorsi di assistenza e cura a domicilio. (...) Comunità, salute e accoglienza sono strettamente connesse al tema della casa: per far fronte a una crisi che ha aumentato il rischio sfratto e al fabbisogno cronico di abitazioni con affitti accessibili, col contributo delle amministrazioni locali andranno promosse soluzioni capaci di favorire relazioni e accoglienza e di combattere marginalità e degrado. (...) Educazione, cultura e famiglia E’ un compito irrinunciabile riformulare le politiche comunali relative a educazione, cultura e famiglia, rimettendo al centro la famiglia: ‘solo l’alleanza di tutte le risorse della società per una famiglia sana può porre rimedio alla solitudine degli anziani, alla crisi demografica, all’emergenza educativa’; il bene della famiglia si prospetta come l’elemento di discernimento delle scelte economiche, ambientali, urbanistiche che, pur essendo indispensabili ‘...invocano però un criterio’ (Mons. Delpini, intervista al Corriere della Sera, 5 aprile 2021), costituito appunto dal bene della famiglia. L’amministrazione comunale può ad esempio sostenere la famiglia, nell’esercizio della libertà di educazione dei genitori, realizzando convenzioni con le scuole paritarie, abbattendo l’IMU, rimborsando il costo dei libri di testo della secondaria di I° grado e contribuendo per le sue competenze a mettere a disposizione tutti i servizi inderogabili. E’ urgente in particolare mettere in campo un’ampia azione culturale e operativa che ci permetta di uscire dall’inverno demografico attraverso una larga alleanza educativa tra tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti. Altre grandi aree urbane del nostro continente vi sono riuscite con un mix di interventi combinati favorendo al contempo: un aumento dell’occupazione femminile (in tutti i Paesi OCSE si rileva da alcuni decenni che le donne che lavorano hanno generalmente più figli) anche attraverso un aumento dei servizi per la famiglia per la conciliazione vita-lavoro, riconoscendo la cura famigliare e il lavoro domestico come occupazione economicamente e socialmente rilevante; un sistema di prestiti d’onore volti a favorire una maggiore autonomia dei giovani in termini abitativi e lavorativi; una seria programmazione dei flussi migratori, etc. (...) Politica e partecipazione Consegniamo questo nostro contributo, in vista delle prossime elezioni amministrative, a coloro che si impegnano personalmente nella vita politica municipale, alle diverse realtà della Diocesi ambrosiana e a ogni cittadino che, responsabilmente, voglia farsi carico della comunità civile. Ai primi va sin da ora la nostra sincera stima per l’impegno e la competenza, unite all’onestà, che sapranno profondere per il bene comune. A noi, associazioni, gruppi e movimenti cattolici, così come alle parrocchie e alla Diocesi, spetta il compito di creare occasioni di formazione all’impegno sociale e politico, favorire le vocazioni alla “res publica” e sostenere il difficile percorso di quegli amministratori che si dimostrino dediti a costruire una città più vivibile, accogliente, giusta e aperta. Non da ultimo, queste righe vorrebbero tornare a sollecitare un diffuso senso di responsabilità verso la comunità civile: la politica siamo noi, e ciò si può più facilmente sperimentare nelle realtà locali, dove l’apporto di ciascuno, nel segno di una cittadinanza realmente partecipata, può giocare un ruolo fondamentale per il bene delle nostre comunità. Milano, 30 giugno 2021 Il Coordinamento delle Associazioni, dei Gruppi e dei Movimenti Ecclesiali della Diocesi di Milano di cui fanno parte rappresentanti di: ACLI, AGESCI, Alleanza Cattolica, Azione Cattolica, Cellule per l'Evangelizzazione, Comunione e Liberazione, Comunità Papa Giovanni XXIII, Comunità di Sant'Egidio, CVX-LMS, Legio Mariae, Movimento Apostolico, Movimento dei Focolari, Nuovi Orizzonti, OrdineSecolare Francescano, Regnum Christi, Rete mondiale di preghiera del Papa, Rinascita cristiana, Rinnovamento nello Spirito